<a href='‘ >Il video degli insulti tra D\'Alema e Sallusti
Aveva insultato il giornalista Alessandro Sallusti nella puntata del 4 maggio scorso di Ballarò, dandogli del bugiardo e del mascalzone e mandandolo senza troppi complimenti “a farsi fottere”. Per queste “frasi ingiuriose” Massimo D’Alema, iscritto all’albo dei giornalisti professionisti del 1991,è stato sanzionato con l’avvertimento dall’Ordine dei giornalisti del Lazio. La sanzione, la più lieve di quelle che potevano essere inflitte all’ex presidente del Consiglio, è stata comminata nella riunione dell’8 luglio scorso.
Ancora un giornalista minacciato di morte per le sue denunce e per aver svolto onestamente il suo lavoro di cronista. Solo che questa volta l’intimidazione non arriva dalla Calabria né dalla Sicilia, come ci si potrebbe aspettare, ma dalla “irreprensibile” Repubblica di San Marino. La vittima della minaccia è David Oddone, cronista de “L’informazione di San Marino”, che da tempo si sta occupando del caso spinoso che ha preso il nome di “licenzopoli”.
Si tratta di licenze industriali per i locali di aziende, necessarie agli imprenditori per insediarsi con la propria attività nella repubblica sanmarinese, concesse illegalmente in “multiproprietà” a più imprenditori contemporaneamente. Per la legge di San Marino, infatti, le imprese necessitano di una sede reale e non fittizia, onde evitare che aziende non in territorio di sanmarinese ne ottengano i vantaggi fiscali.
L’Ordine dei giornalisti non si ferma all’indagine sui compensi ai giornalisti freelance. I “dati della vergogna”, contenuti nel dossier “Smascheriamo gli editori”, sono stati trasmessi a tutte le Procure generali della Repubblica perché valutino se nelle situazioni emerse siano configurabili ipotesi di reato.
La decisione è stata presa dal comitato esecutivo dell’Ordine, dopo che il 18 maggio aveva presentato l’inchiesta in un incontro a cui aveva partecipato il ministro Giorgia Meloni e diversi parlamentari. Gli onorevoli, già durante il convegno avevano annunciato una proposta di legge finalizzata a condizionare l’erogazione delle provvidenze concesse dallo Stato agli editori al rispetto del lavoro dei giornalisti. Da parte sua il ministro Meloni aveva confermato il pieno appoggio del governo a questa azione di moralizzazione avviata dall’Ordine dei giornalisti.
Non c’è pace per Nello Rega, giornalista del Televideo Rai e autore del libro “Diversi e divisi” che tratta il difficile rapporto di convivenza tra cristiani e musulmani. Il cronista da tempo è oggetto di minacce per il contenuto del suo libro e ieri è arrivato l’ultimo avvertimento. Una busta contenente due proiettili e una lettera in cui si minaccia di morte il reporter avvertendolo che “sappiamo dove vivi”, è stata lasciata da sconosciuti davanti alla porta di casa sua, a Potenza. Quella di ieri è solo l’ultima di una serie di intimidazioni per il giornalista, che negli ultimi mesi ha ricevuto già 10 proiettili distribuiti in diverse lettere e, il 27 novembre scorso, addirittura una testa d’agnello lasciata nella sua auto. Per lasciare l’ultimo avvertimento, i malviventi hanno dovuto anche forzare il portone d’ingresso del palazzo di Rega, che era appena rientrato nel capoluogo lucano da Roma, per partecipare a due presentazioni del suo libro.
Claudio Brachino mandò in onda immagini “non essenziali e prive di interesse pubblico” riguardanti il magistrato Raimondo Mesiano. Per questo motivo l’Ordine dei giornalisti della Lombardia ha sospeso per due mesi il direttore responsabile di Videonews. Stessa sorte per la redattrice Annalisa Spinoso autrice del servizio incriminato, sanzionata dall’Ordine siciliano, cui la giornalista è iscritta.
L’ormai famoso “scoop” sul magistrato milanese, che pochi giorni prima aveva condannato la Fininvest a risarcire la Cir di Carlo De Benedetti con 750 milioni di euro, era andato in onda il 15 ottobre scorso durante “Mattino 5”, la trasmissione di informazione e approfondimenti di Canale 5.
Il popolo della rete si mobilita contro Augusto Minzolini e il Tg1. Sono già più di 15 mila le persone che in poche ore hanno sottoscritto l’appello indirizzato al presidente dell’Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca e a quello della Rai, Paolo Garimberti, per segnalare “una grave violazione della deontologia professionale” e per sollecitare provvedimenti.
Il riferimento è all’edizione delle 13.30 del 26 febbraio scorso del telegiornale diretto da Minzolini, in cui si è data la notizia della assoluzione dell’avvocato Mills da parte della corte di Cassazione. Notizia falsa, perché Mills non è stato assolto dall’accusa di corruzione ma il suo reato è caduto in prescrizione.
Scritto Mercoledì 17 Febbraio 2010 da Andrea Tirone
L’Ordine dei giornalisti della Sicilia ha una nuova sede: è la villa dove trascorse gli ultimi tempi della sua latitanza il capo dei capi della mafia, il boss Totò Riina. Ad inaugurarla, ieri mattina a Palermo, era presente il ministro dell’Interno, Roberto Maroni.
“La sottrazione dei beni alla mafia – ha detto il ministro durante il taglio del nastro – ha un duplice valore: simbolico, perché dà ai cittadini il segnale che lo Stato va fino in fondo e concreto perché sottrae risorse economiche ai clan che hanno bisogno di denaro per governare l’Antistato”.
È sempre più teso il clima intorno alla classe giornalistica. Minacce e intimidazioni si susseguono di giorno in giorno. L’ultima vittima è un giornalista della redazione di Udine del quotidiano EPolis Friuli, che si è visto recapitare una lettera anonima contentente un proiettile.
“Un chiaro atto di intimidazione – ha subito dichiarato l’Assostampa Friuli -, criminale e vile, nei confronti di un giornalista e di una redazione impegnati a fornire all’opinione pubblica regionale un’informazione completa e trasparente. L’Assostampa locale, nel formulare l’auspicio che le forze dell’ordine identifichino al più presto il responsabile o i responsabili del vile atto, in modo che questo reato trovi condanna anche nelle sedi giudiziarie, si dice “certa che il collega e la redazione non si lasceranno intimidire e proseguiranno il proprio lavoro con l’onestà e l’impegno di sempre”.
Ancora un caso di intimidazioni di stampo mafioso a danni di giornalisti. Questa volta la brutta esperienza è toccata ad Antonino Monteleone, trentenne giornalista free lance calabrese che collabora con numerosi organi di stampa. Tra le sue collaborazioni più importanti “Il Fatto Quotidiano” ed “Il Punto”, mentre per quanto riguarda la televisive, “Report” di Milena Gabanelli. Sulla rete, Monteleone cura dal 2006 un blog molto seguito.
La minaccia al cronista è arrivata con un atto tipico della malavita organizzata: l’incendio dell’auto. Il fattaccio è avvenuto a Reggio Calabria venerdì sera (5 febbraio) per mano di persone di cui non si conosce ancora l’identità.
La vettura, una Fiat Idea, che è stata prima cosparsa con liquido infiammabile, e poi data alle fiamme, è stata completamente distrutta. Monteleone ha denunciato immediatamente l’intimidazione alla Polizia.
Prende il via la XVI edizione del premio giornalistico Ilaria Alpi. Il bando di partecipazione al premio dedicato alla giornalista uccisa in Somalia il 20 marzo 1994, è ufficialmente aperto.
Per l’occasione è stato inaugurato anche il nuovo sito dedicato alla manifestazione realizzato grazie alla collaborazione di Hi-net e visitabile all’indirizzo: www.premioilariaalpi.it. Informazioni, bando e regolamento del concorso sono già scaricabili dal sito.oltre Navigando nelle nuove pagine si possono vedere i video finalisti dell’edizione 2009 (da aprile anche i finalisti del 2010) e i video promozionali prodotti dal Premio stesso.
La cerimonia di premiazione quest’anno si terrà a Riccione dal 17 al 19 giugno 2010. Chiunque voglia partecipare dovrà inviare i propri lavori entro le ore 12 dell’10 aprile 2010.
Il Premio, promosso da Regione Emilia-Romagna, Provincia di Rimini, Comune di Riccione e Associazione Ilaria Alpi Comunità Aperta, è riservato a servizi ed inchieste giornalistiche televisive che trattino temi di impegno civile e sociale (solidarietà, non violenza, giustizia, diritti umani, lavoro).