Manifestazioni

Tailandia, granata contro la tv di Stato

Il logo della Nbt

Il logo della Nbt

Granate contro la . È accaduto in Tailandia, a Bangkok dove una bomba M79 è stata fatta esplodere contro la sede del “ (NBT)”, la televisione pubblica tailandese.

A riferirlo è l’agenzia di Xinhua, spiegando che l’esplosione ha provocato danni ai veicoli che si trovavano nella zona. Da un primo bilancio, non risultano invece morti o feriti. Secondo la polizia, l’ordigno è stato lanciato da una vicina autostrada, ma è stato deviato da alcuni alberi, cadendo in un parcheggio vicino alla sede di NBT.

L’attacco è solo l’ultimo di una serie che ha colpito Bangkok negli scorsi mesi e che, secondo il governo, giustifica il mantenimento nella città dello stato d’emergenza imposto durante le proteste antigovernative di aprile e maggio, in cui 91 persone hanno perso la vita e circa 1.400 sono rimaste ferite.

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Biennale di Venezia, l’accredito stampa costa 60 euro

I leoni d'oro, simbolo della mostra del cinema di Venezia

I leoni d'oro, simbolo della mostra del cinema di Venezia

Alla mostra del cinema di Venezia l’accredito stampa costa caro. Per lavorare è necessario pagare un obolo di . La novità di quest’anno è stata notata da Pierluigi Roesler Franz, consigliere nazionale dell’Ordine, che l’ha resa pubblica. Una novità non certo gradita per la categoria giornalistica che oltre a dover pagare per svolgere il proprio lavoro, deve pure sottostare ad una serie di complicate e burocratiche procedure.

Questa la “lezione” che la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia impartisce ai giornalisti. La mostra cinematografica, organizzata dalla “Fondazione La Biennale” che tra le altre cose, sottolinea l’ordine nazionale dei giornalisti sul suo sito, è un organismo non profit che si avvale di rilevanti contributi pubblici.

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Modica, al via il secondo Festival del giornalismo

La locandina del Festival

La locandina del Festival

Si aprirà domani, nel suggestivo scenario del centro storico di Modica, tra il chiostro di Palazzo San Domenico, il Palazzo della Cultura e Palazzo Grimaldi, la seconda edizione del Festival del giornalismo. Saranno quattro giorni (la manifestazione si concluderà il 28 agosto) interamente dedicati al giornalismo e alla conoscenza del panorama informativo nazionale, con particolare attenzione al mondo giornalistico siciliano.

Organizzata dall’associazione “”, in collaborazione con la Fondazione Grimaldi, l’Arci, la Cgil e Libera e patrocinata dal comune di Modica e dalla regione Sicilia, la manifestazione sarà ricca di ospiti ed iniziative. Ad inaugurare la prima giornata, dedicata al cambiamento dell’informazione in Sicilia e alla figura del giornalista Pippo Fava, saranno Riccardo Orioles, Antonello Mangano, Renato Camarda, Claudio Floresta ed Elena Fava. Alberto Spampinato, Carlo Ruta e Roberto Rossi illustreranno, invece, l’oscura vicenda della morte di Giovanni Spampinato (corrispondente de “L’Ora di Palermo”), mentre per affrontare il tema nazionale della libertà di stampa, il Festival del giornalismo ospiterà Franco Fracassi, Bruno Tinti, Gaetano Liardo e i procuratori di Modica e di Gela, rispettivamente Francesco Puleio e Lucia Loti.

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Intercettazioni, il ddl slitta a settembre

Operatore intento ad intercettare

Operatore intento ad intercettare

“Non abbassare la guardia”. Con questo monito la Federazione nazionale della stampa e l’Ordine dei hanno accolto la notizia dello slittamento a settembre del voto sul ddl . A sancire lo spostamento a dopo la pausa estiva è stata la di Montecitorio, che ha deciso che l’aula della Camera, nell’ultimo giorno prima della pausa estiva dei lavori parlamentari, avviasse solo la discussione generale sul ddl ma non votasse il .

Un successo per gli oppositori di questa legge definita “bavaglio”, una mezza sconfitta per il governo che fino all’ultimo sperava di poter votare il prima dell’estate. Ma questo successo parziale non tranquillizza né l’Ordine dei né la Fnsi, che annunciano di non volersi fermare. Il sindacato dei ha ribadito che la contro il ddl “non va mai in vacanza”.

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Fnsi e Ministero della difesa insegnano il giornalismo di guerra

Immagine di reporter di guerra

Immagine di reporter di guerra

Un corso per insegnare a giornalisti ed operatori dell’informazione come comportarsi in aree di crisi. L’iniziativa è organizzata dalla Federazione nazionale della stampa in collaborazione con il ministero della Difesa, che ha accolto la richiesta di partecipazione del sindacato.

Il corso informativo è finalizzato alla conoscenza e prevenzione del rischio in aree di crisi e prevede esercitazioni pratiche presso sedi e corpi delle quattro Forze Armate. Ad organizzare le attività pratiche sarà direttamente lo stato maggiore della difesa, investito dell’incarico dal ministro La Russa. Informare in situazioni di rischio, in cui siano presenti forze belligeranti o caratterizzate da conflitto e tensione prevede la conoscenza di una serie di regole che possono salvare la vita.

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QN sbarca sull’iPhone, ma i giornalisti protestano

I quotidiani del gruppo QN

I quotidiani del gruppo QN

I giornali del gruppo Poligrafici Editoriale annunciano il loro sbarco sugli iPhone e il comitato di redazione entra in stato di agitazione. L’annuncio era stato dato in pompa magna l’altro giorno dai direttori dei giornali del gruppo, Pierluigi Visci e Xavier Jacobelli. Nell’editoriale di presentazione veniva annunciato in modo entusiastico l’avvenuta alleanza tra l’informazione su carta e il mondo del web per il Quotidano Nazionale, Quotidiano sportivo, , La Nazione e Il Giorno, che finalmente diventava un’applicazione scaricabile gratuitamente nell’App Store di Apple.

Una novità che permetterà ai lettori di QN di accedere, in tempo reale e da qualsiasi luogo, all’offerta di contenuti prodotta dai giornali. I due direttori sbandieravano aggiornamenti in tempo reale su cronaca, politica, esteri, sport, spettacolo, gossip, tecnologia, una sezione multimediale e l’informazione locale delle quaranta città coperte. E poi le previsioni meteo, la programmazione del cinema, l’oroscopo del giorno e numerosi strumenti di interazione con i lettori, come i sondaggi, la possibilità di inviare contributi e la possibilità di condivisione.

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Intercettazioni, che differenza con tra noi e l’Islanda

Operatore durante un'intercettazione

Operatore durante un'intercettazione

Paese che vai cultura che trovi. Ben diverse devono essere quelle di Islanda ed Italia in materia di libertà di informazione. Mentre nel nostro stivale impazzano polemiche e proteste per un disegno di legge, quello sulle telefoniche, che privilegia la privacy alla diffusione delle notizie, nell’isola islandese si approva una legge che toglie ogni bavaglio all’informazione e addirittura si propone come base per chiunque voglia far trapelare notizie senza rischiare denunce.

La legge, proposta dalla deputata anarchica Birgitta Jonsdottir e approvata lunedì notte all’unanimità, prevede che i server islandesi ospitino documenti di interesse pubblico senza che la giustizia locale possa impedirne la divulgazione, tentare di scoprire chi li abbia rivelati o dare seguito a condanne comminate da tribunali esteri in base a leggi contrarie alle norme islandesi. Inoltre, chiunque abbia divulgato del materiale online, o il proprietario del server che abbia ospitato tali notizie, non solo sarà protetto dalla legge, ma avrà il diritto di contro-citare in un’aula di tribunale chiunque gli abbia rivolto minacce o denunce a riguardo, con l’accusa di violazione della libertà d’espressione. E ancora, aspetto che potrebbe diventare di prepotente attualità in Italia, se i documenti rivelati dovessero interessare anche altri paesi la legge darà modo ai giornalisti dei paesi interessati di riprendere la notizia senza temere ripercussioni da parte dei propri governi.

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Manifesto, la riunione di redazione si fa in piazza

Montecitorio luogo della protesta

Montecitorio luogo della

È stata una riunione di redazione molto particolare quella che hanno svolto ieri i giornalisti del manifesto. All’aperto, davanti al Parlamento. I giornalisti del quotidiano comunista si sono dati appuntamento alle 11 a per protestare contro i tagli per l’editoria previsti nella finanziaria.

Alla riunione di redazione sui generis hanno partecipato anche diversi politici, tra i quali Fausto Bertinotti, Ignazio Marino, Giovanna Melandri, Luigi De Magistris nonché Fulvio Fammoni della Cgil, Roberto Natale, presidente della Fnsi e Corradino Mineo, direttore di Rainews.

“Berlusconi con questi tagli vuole togliersi dai piedi una serie di giornali di destra e di sinistra – ha detto il direttore de Il Manifesto, Norma Rangeri -. La stampa è l’ultima spina nel fianco del regime mediatico berlusconiano e il premier inizia a eliminarla cominciando dai piccoli, ma noi venderemo cara la pelle. Se si andrà avanti con il voto alla Finanziaria siamo pronti a salire su un tetto, questa è solo la prima tappa”, ha concluso sibillina la Rangeri.

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Siamo tutti giornalisti, ecco il sito di giornalismo aperto a tutti

La prima pagina del nuovo sito

La prima pagina del nuovo sito

Si chiama “siamo tutti giornalisti” ed è un nuovo interessante esperimento di lanciato sul web. Il nuovo sito di informazione www.siamotuttigiornalisti.org, infatti, adotta il modello dell’enciclopedia virtuale : ognuno potrà contribuire a migliorare la qualità dell’informazione in piena libertà.

Questo esperimento editoriale, il primo nel suo genere, sarà stasera (14 luglio) alle ore 21:00 a Castel Sant’Angelo a Roma nell’area “Giardino” della manifestazione dell’Estate romana “Letture lungo il fiume tra gli alberi”. Il sito è gia attivo da circa una settimana e sta già raccogliendo ottimi risultati.

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Intercettazioni, Siddi: “Piccoli emendamenti inutili”

Il segretario dell'ordine Franco Siddi

Il segretario dell'ordine

Ancora non si conoscono esattamente gli emendamenti di modifica dell sulle intercettazioni, che già vengono bocciati dal sindacato dei giornalisti e dall’Associazione nazionale magistrati. Il pensiero dei due organi è chiaro: dei piccoli aggiustamenti al testo non bastano, è tutto l’impianto della legge che va cambiato.

In particolare il segretario della Fnsi, , in un comunicato ha ribadito che “i numerosi emendamenti che sono già stati presentati alla Camera sul testo app0rovato dal Senato non possono trovare apprezzamento se si limitano ad una semplice riduzione del livello sanzionatorio”. Il messaggio è chiaro: non basta diminuire le sanzioni a giornalisti ed editori per mettere a tacere la protesta. La critica del segretario si concentra in particolare sulle sanzioni agli editori: “È opportuno – continua Siddi – che si rifletta attentamente sull’ipotesi di innovazione legislativa che vede l’introduzione di sanzioni pecuniarie a carico degli editori. Ancorché tali sanzioni fossero ridotte a termini irrisori, la norma resterebbe comunque iniqua e inaccettabile perché introduce un principio che altera irrevocabilmente il nostro sistema dell’informazione. Tutto il quadro normativo esistente si basa, infatti, sul principio della divisione tra la gestione amministrativa, che è di competenza dell’editore, e la gestione dell’informazione che è di competenza esclusiva dei giornalisti e dei direttori. Penalizzare gli editori per responsabilità che attengono esclusivamente ai giornalisti, significherebbe cancellare la separatezza di competenze e sottoporre i giornalisti al diretto controllo dei proprietari dei media”.

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