Manifestazioni

Radio locali in protesta contro i tagli ai fondi

uno speaker radiofonico

uno speaker radiofonico

Un messaggio diffuso in contemporanea contro i tagli ai fondi per l’editoria. È la protesta di 200 radio locali italiane andata in onda oggi (18 marzo) alle 12.30 con cui si è cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica contro la decisione contenuta nel decreto Milleproroghe e approvato dai due rami del Parlamento, con il quale sono stati soppressi i contributi all’emittenza locale e ridotti del 50% quelli destinati ai giornali editi e diffusi all’estero ed ai giornali dei consumatori.

”Si tratta di un provvedimento che mette a repentaglio la sopravvivenza di centinaia di testate dell’emittenza locale ed alcune decine di piccoli quotidiani – si legge in una nota dell’Agenzia di stampa Area che si è fatta promotrice dell’iniziativa – Altrettanto grave, e senza precedenti, la decisione di intervenire retroattivamente, sui bilanci aziendali dell’anno passato”.

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Enzo Biagi, al via la seconda edizione del premio in sua memoria

Enzo Biagi

Enzo Biagi

Torna il premio giornalistico dedicato ad Enzo Biagi, l’indimenticabile cronista che ha fatto la storia di questo mestiere in . Il riconoscimento, giunto alla seconda edizione, è stato istituito dalla famiglia del giornalista per onorare la sua memoria e ricordare la sua grande passione e professionalità nel raccontare la società italiana.

È destinato a giovani cronisti italiani che scrivono su giornali di provincia che si siano particolarmente distinti nel corso dell’anno. La partecipazione, infatti, è consentita a giornalisti professionisti, pubblicisti e collaboratori che non abbiano, a gennaio 2010, compiuto i 35 anni di età.

Il premio non è diviso in categorie ma prevede un unico vincitore che riceverà i dieci mila euro in palio. A discrezione della giuria, potranno essere assegnate menzioni speciali a giornalisti ritenuti particolarmente meritevoli, senza alcun premio in denaro. L’anno scorso, la prima edizione del concorso, è stata vinta da Francesca Lombardi, ventisettenne redattrice de “La Gazzetta di Parma”.

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Protesta dei fotogiornalisti, ministro Maroni senza foto

Fotoreporter in azione

Fotoreporter in azione

Il ministro dell’Interno Roberto visita l’Assolombarda a Milano e nessuno fotografa l’evento. Deve essere sembrato strano al ministro, sempre attorniato dai flash dei fotografi, non essere stato immortalato in un appuntamento ufficiale.

La strana protesta è stata organizzata dai fotogiornalisti italiani che lamentano i compensi sempre più bassi attribuiti alle loro fotografie dal mondo dell’editoria. Secondo gli organizzatori della protesta, in Italia sono un centinaio i fotoreporter di professione, soprattutto free-lance, che vendono scatti ai giornali: in gran parte lavorano a Roma e Milano.

“I giornali locali pagano le foto anche un euro più Iva - spiegano i fotoreporter – il quotidiano nazionale che paga meglio riconosce 38 euro a scatto: con questi prezzi, ovviamente solo per il pubblicato, lavoriamo sotto costo”. Per questo chiedono, anche attraverso una lettera diffusa ai mezzi di informazione, che sulla questione intervenga l’Ordine dei giornalisti e la Federazione nazionale della stampa italiana.

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Par Condicio, Barbareschi va in onda sul web

Logo del Barbareschi Sciok

Logo del Barbareschi Sciok

Contro il regolamento restrittivo sulla Par Condicio arrivano le prime iniziative di “disubbidienza”. Dopo la manifestazione di via telulada dei presentatori Rai, colpiti dal provvedimento di sospensione dei talk show politici nel periodo di campagna elettorale, arriva la di Luca Barbareschi.

L’attore, presentatore nonché vicepresidente della Commissione Trasporti e Comunicazione in parlamento, ha annunciato che stasera la settima puntata del suo programma “Barbareschi Sciok” andrà in onda in diretta sul web, sul sito di La7 (www.la7.tv).

“Ho deciso di dar forma così alla mia contro il regolamento restrittivo sulla par condicio – ha detto il presentatore – e la conseguente decisione della Rai e delle altre televisioni di annullare i talk show, dall’Infedele a Porta a Porta, da Annozero alla trasmissione di Paragone”.

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Rai, sit in dei conduttori contro lo stop ai talk show

Santoro e Vespa sul palco

Santoro e Vespa sul palco

I conduttori Rai in protesta davanti ai cancelli degli studi di via Teulada. C’erano anche Bruno Vespa, Michele Santoro e Giovanni Floris tra i manifestanti che ieri sera hanno protestato contro il provvedimento del Cda di viale Mazzini che ha deciso di sospendere i politici fino alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Diverse centinaia i presenti, tra cui diversi leader politici, tra cui il leader del Pd, Bersani.

A troneggiare sulla piazza un megaschermo con su scritto “riaccendiamo tutto”. I tre conduttori sono saliti sul palco insieme, nonostante tra Vespa e Santoro non scorra proprio buon sangue. “Non voglio essere un avatar della tv. Noi dobbiamo rispettare le regole ma anche i politici presentino le liste secondo le regole” ha detto ironico Michele Santoro, che spiega: “Questa sera c’è un pezzo di opinione pubblica che paga il canone e chiede i suoi diritti”.

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La rete insorge contro l’”assoluzione” di Mills del Tg1

Il direttore del Tg1 Minzolini

Il direttore del Tg1 Minzolini

Il popolo della si mobilita contro Augusto Minzolini e il Tg1. Sono già più di 15 mila le persone che in poche ore hanno sottoscritto l’appello indirizzato al presidente dell’Ordine dei giornalisti, Lorenzo e a quello della Rai, Paolo Garimberti, per segnalare “una grave violazione della deontologia professionale” e per sollecitare provvedimenti.

Il riferimento è all’edizione delle 13.30 del 26 febbraio scorso del telegiornale diretto da Minzolini, in cui si è data la notizia della assoluzione dell’avvocato Mills da parte della corte di Cassazione. Notizia falsa, perché Mills non è stato assolto dall’accusa di corruzione ma il suo reato è caduto in prescrizione.

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“Premiolino” 2010, scelti i vincitori

La pergamena del Premiolino

La pergamena del Premiolino

Sono , Mario Gerevini, il Cardinal Carlo Maria Martini, Sigfrido Ranucci, Marco Travaglio, Angelo Venti e la redazione di “Farefuturo Webmagazine” diretta da Filippo Rossi, i vincitori nelle sei sezioni del “Premiolino” 2010.

Il riconoscimento giornalistico più antico e uno dei più prestigiosi in Italia, sarà assegnato a Milano il 2 marzo prossimo, a Palazzo Marino. Conferito tutti gli anni fin dal 1960, il Premiolino premia i giornalisti che maggiormente si distinguono “per aver contribuito alla difesa dell’indipendenza delle opinioni e della libertà di stampa da qualsiasi condizionamento”.

Nato per iniziativa di un gruppo di inviati milanesi, tra cui Vergani, Monelli, Barzini, Montanelli, Emanuelli e Biagi, che fu il primo presidente, il “Premiolino” si caratterizza fin dalle origini come un riconoscimento originale e, come scrisse Gaetano Tumiati, uno dei fondatori, “spicciolo, allegro, disinvolto, a maniche rimboccate, proprio come quando si impagina in tipografia, e allo stesso tempo serio e professionale”.

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Sindacato contro Ordine dei giornalisti. E’ guerra aperta sull’accesso alla professione

contro . È guerra aperta tra i due organi istituzionali sul problema dell’accesso alla professione. Nelle ultime ore il faccia a faccia si è fatto sempre più duro e i comunicati sempre più velenosi. La accusa l’ordine di attuare una politica “incomprensibile”, l’Ordine risponde parlando di “delirio del ”.

Ma la polemica ha radici profonde. Le prime scaramuccie si erano avute il 16 gennaio scorso quando i vicesegretari della , Daniela Stigliano e Luigi Ronsisvalle, intervenendo in due assemblee di a Catania e Palermo, affermano: “No a nuove fabbriche di disoccupati, questa gestione dell’accesso da parte dell’Ordine nazionale dei giornalisti sta portando la professione al collasso”.

Alle accuse aveva replicato prontamente il presidente dell’ordine nazionale, Lorenzo del Boca: “Non bastano infondate accuse all’Odg per scaricarsi la coscienza”.

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Fnsi, i free lance ottengono una rappresentanza nel sindacato

FnsiSi chiamerà Commissione lavoro autonomo e sarà l’organo della Federazione nazionale della stampa che rappresenterà gli interessi sindacali dei giornalisti free lance. “Da oggi i giornalisti freelance hanno la loro rappresentanza permanente all’interno della Fnsi – si legge nel comunicato diffuso dal sindacato -. Il , su proposta della Giunta esecutiva, ha infatti approvato la costituzione della commissione.”

“La nuova Commissione – continua la nota – sarà articolata a livello regionale, e verrà eletta direttamente dai colleghi freelance. La Commissione opererà in stretto collegamento con la Giunta esecutiva e la Segreteria nazionale della Fnsi per tutte le attività di degli interessi professionali, contrattuali, previdenziali e assistenziali dei lavoratori autonomi”.

È stata confermata, inoltre, l’Assemblea nazionale dei freelance, alla quale la Giunta esecutiva ha conferito nuovi compiti, oltre a varare l’istituzione di Assemblee regionali dei giornalisti lavoratori autonomi. Il nuovo organo, conclude la nota “risponde alle richieste giunte dai colleghi freelance di tutta , che hanno chiesto – nel corso di numerose riunioni organizzate dalla Fnsi e dalle Associazioni regionali a livello nazionale e locale – una rappresentanza nella forma di una struttura permanente all’interno della Federazione.”

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Eurispes. Rapporto Italia 2010: gli italiani si spaccano sulla libertà d’informazione

eurispesInformazione libera si, informazione libera no. Gli italiani si spaccano sulla situazione dei media italiani. Lo rileva il rapporto Eurispes sul nostro Paese per il 2010. L’abituale fotografia del Belpaese diffusa dal centro di ricerca, tra i tanti problemi dello stivale, definito “immobile e privo di idee e progetti”, c’è anche quello dell’informazione.

Per il 53,1% dei nostri concittadini la stampa e l’informazione in genere non sono del tutto indipendenti, mentre il restante 39% valuta i mezzi di italiani lontani da forti condizionamenti.

A ritenere libera l’informazione sono prevalentemente coloro che si identificano negli schieramenti politici di centro-destra (51,9%) e di destra (49,2%). Al contrario, sono più pessimisti sulla situazione dell’informazione italiana chi dichiara vicino alle idee della sinistra (63,6%) o del centro-sinistra (56%).

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