Giornalismo on-line

Bild, numero speciale in 3D

Un paio di occhiali per la visione in 3D

Un paio di occhiali per la visione in 3D

Un’edizione speciale per l’arrivo del 3D sulla carta stampata. Lo ha annunciato, in Germania, la Bild. Il numero speciale che suggellerà l’ abbraccio della tecnologia 3D al tabloid tedesco, è previsto per sabato, e sarà accompagnato, sul sito Internet del giornale, da video, immagini e giochi tridimensionali.

“Dalla prima all’ultima pagina – promette il quotidiano più letto della Germania – potrete guardare tutte le fotografie con gli appositi occhiali” (inclusi nel prezzo del giornale). Oltre alle immagini di attualità realizzate in 3D, il tabloid pubblicherà anche foto storiche in versione tridimensionale, come quelle dell’incoronazione di re Edoardo VII d’Inghilterra e di Mahatma Gandhi durante una sua visita a Londra.

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QN sbarca sull’iPhone, ma i giornalisti protestano

I quotidiani del gruppo QN

I quotidiani del gruppo QN

I giornali del gruppo Poligrafici Editoriale annunciano il loro sbarco sugli iPhone e il comitato di redazione entra in stato di agitazione. L’annuncio era stato dato in pompa magna l’altro giorno dai direttori dei giornali del gruppo, Pierluigi Visci e Xavier Jacobelli. Nell’editoriale di presentazione veniva annunciato in modo entusiastico l’avvenuta alleanza tra l’informazione su carta e il mondo del web per il Quotidano Nazionale, Quotidiano sportivo, Il resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, che finalmente diventava un’applicazione scaricabile gratuitamente nell’App Store di Apple.

Una novità che permetterà ai lettori di QN di accedere, in tempo reale e da qualsiasi luogo, all’offerta di contenuti prodotta dai giornali. I due direttori sbandieravano aggiornamenti in tempo reale su cronaca, politica, esteri, sport, spettacolo, gossip, tecnologia, una sezione multimediale e l’informazione locale delle quaranta città coperte. E poi le previsioni meteo, la programmazione del cinema, l’oroscopo del giorno e numerosi strumenti di interazione con i lettori, come i sondaggi, la possibilità di inviare contributi e la possibilità di condivisione.

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Intercettazioni, che differenza con tra noi e l’Islanda

Operatore durante un'intercettazione

Operatore durante un'intercettazione

Paese che vai cultura che trovi. Ben diverse devono essere quelle di Islanda ed Italia in materia di libertà di informazione. Mentre nel nostro stivale impazzano polemiche e proteste per un disegno di legge, quello sulle intercettazioni telefoniche, che privilegia la privacy alla diffusione delle notizie, nell’isola islandese si approva una legge che toglie ogni bavaglio all’informazione e addirittura si propone come base per chiunque voglia far trapelare notizie senza rischiare denunce.

La legge, proposta dalla deputata anarchica Birgitta Jonsdottir e approvata lunedì notte all’unanimità, prevede che i server islandesi ospitino documenti di interesse pubblico senza che la giustizia locale possa impedirne la divulgazione, tentare di scoprire chi li abbia rivelati o dare seguito a condanne comminate da tribunali esteri in base a leggi contrarie alle norme islandesi. Inoltre, chiunque abbia divulgato del materiale online, o il proprietario del server che abbia ospitato tali notizie, non solo sarà protetto dalla legge, ma avrà il diritto di contro-citare in un’aula di tribunale chiunque gli abbia rivolto minacce o denunce a riguardo, con l’accusa di violazione della libertà d’espressione. E ancora, aspetto che potrebbe diventare di prepotente attualità in Italia, se i documenti rivelati dovessero interessare anche altri paesi la legge darà modo ai giornalisti dei paesi interessati di riprendere la notizia senza temere ripercussioni da parte dei propri governi.

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Ecco Apollo, il giornale su misura

Il giornale del futuro, Apollo

Il giornale del futuro, Apollo

Il giornale del futuro? Si chiama Apollo ed è un servizio informativo telematico in grado di offrire un giornale personalizzato, su misura per il lettore. Lo hanno messo appunto tre ingegneri dell’azienda statunitense “Hawthorne Labs” e funziona in modo simile alla nota internet radio Pandora che, grazie ad un algoritmo, è in grado di trovare canzoni simili a quelle preferite dagli utenti.

Apollo, già ribattezzato il “Pandora delle news”, sfrutta lo stesso principio. L’algoritmo di Apollo, infatti, tiene conto di molti fattori per apprendere gli interessi dell’utente in materia di informazione. Memorizza le sue preferenze esplicite (è possibile indicare “mi piace/non mi piace” per qualunque articolo ci venga offerto), ma tiene conto anche in automatico di altri aspetti, come per esempio, le segnalazioni di articoli fatte sui social network dall’utente e dai suoi amici, le fonti più consultate, il tempo dedicato alla lettura di una notizia. Elaborando questi dati, in tempo reale, l’algoritmo di Apollo è in grado di comporre un giornale su misura per ogni singolo lettore.

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Siamo tutti giornalisti, ecco il sito di giornalismo aperto a tutti

La prima pagina del nuovo sito

La prima pagina del nuovo sito

Si chiama “siamo tutti giornalisti” ed è un nuovo interessante esperimento di giornalismo partecipativo lanciato sul web. Il nuovo sito di informazione www.siamotuttigiornalisti.org, infatti, adotta il modello dell’enciclopedia virtuale wikipedia: ognuno potrà contribuire a migliorare la qualità dell’informazione in piena libertà.

Questo esperimento editoriale, il primo nel suo genere, sarà presentato stasera (14 luglio) alle ore 21:00 a Castel Sant’Angelo a Roma nell’area “Giardino” della manifestazione dell’Estate romana “Letture lungo il fiume tra gli alberi”. Il sito è gia attivo da circa una settimana e sta già raccogliendo ottimi risultati.

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Intercettazioni, Siddi: “Piccoli emendamenti inutili”

Il segretario dell'ordine Franco Siddi

Il segretario dell'ordine Franco Siddi

Ancora non si conoscono esattamente gli emendamenti di modifica dell ddl Alfano sulle intercettazioni, che già vengono bocciati dal sindacato dei giornalisti e dall’Associazione nazionale magistrati. Il pensiero dei due organi è chiaro: dei piccoli aggiustamenti al testo non bastano, è tutto l’impianto della legge che va cambiato.

In particolare il segretario della Fnsi, Franco Siddi, in un comunicato ha ribadito che “i numerosi emendamenti che sono già stati presentati alla Camera sul testo app0rovato dal Senato non possono trovare apprezzamento se si limitano ad una semplice riduzione del livello sanzionatorio”. Il messaggio è chiaro: non basta diminuire le sanzioni a giornalisti ed editori per mettere a tacere la protesta. La critica del segretario si concentra in particolare sulle sanzioni agli editori: “È opportuno – continua Siddi – che si rifletta attentamente sull’ipotesi di innovazione legislativa che vede l’introduzione di sanzioni pecuniarie a carico degli editori. Ancorché tali sanzioni fossero ridotte a termini irrisori, la norma resterebbe comunque iniqua e inaccettabile perché introduce un principio che altera irrevocabilmente il nostro sistema dell’informazione. Tutto il quadro normativo esistente si basa, infatti, sul principio della divisione tra la gestione amministrativa, che è di competenza dell’editore, e la gestione dell’informazione che è di competenza esclusiva dei giornalisti e dei direttori. Penalizzare gli editori per responsabilità che attengono esclusivamente ai giornalisti, significherebbe cancellare la separatezza di competenze e sottoporre i giornalisti al diretto controllo dei proprietari dei media”.

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Crisi, licenziamenti alla Dire New e scioperi a Epolis

Il logo dell'agenzia Dire

Il logo dell'agenzia Dire

I giorni difficile della crisi economica sono tutt’altro che passati. Specialmente nel settore dell’editoria ogni giorno arrivano notizie di situazioni difficili, con licenziamenti, giornali che chiudono e scioperi. Gli ultimi a subire le conseguenze, reali o presunte, della crisi sono sei giornalisti della agenzia di stampa “Dire New” che sono stati licenziati in tronco dall’editore, Bianchi.

Sull’accaduto l’organizzazione sindacale dei giornalisti romani, l’Assostampa Romana, ha diffuso un comunicato durissimo, che accusa senza mezzi termini la dirigenza dell’agenzia. “Com’era prevedibile – scrive l’Assostampa – la farsa si è trasformata in tragedia e sei giornalisti della Dire New sono stati licenziati in tronco. Un anno fa l’Associazione Stampa Romana fu buona profeta quando denunciò che la Dire Cooperativa si stava sbarazzando dei colleghi più scomodi, guarda caso i più sindacalizzati, con un’operazione simile a quella di Alitalia: da una parte la Good Company (la cooperativa) dall’altra la Bad Company (la srl) sulla quale venivano scaricati gli esuberi. La dirigenza della cooperativa accusò allora il sindacato di travisare i fatti, affermando che nessuno aveva perso il posto di lavoro. Un anno dopo, il risultato è quello temuto”.

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Il Times sperimenta il sito internet a pagamento

Il sito del Times a pagamento

Il sito del Times a pagamento

Da oggi il sito del Times è a pagamento. L’autorevole quotidiano britannico è il primo giornale del Regno a chiedere ai suoi lettori di pagare una piccola cifra, una sterlina al giorno (come il cartaceo) o due sterline per tutta la settimana, per la lettura online. Anche il domenicale Sunday Times ha adottato questo sistema.

News International, il gigante dei media proprietario delle due testate, aveva annunciato la sua intenzione di rendere i siti a pagamento già qualche mese fa. Nell’ultimo mese i lettori hanno potuto, per qualche tempo, accedere ancora gratuitamente al nuovo sito internet ma solo dopo aver registrato i propri dettagli. Ora tutto questo non è più possibile, mentre la lettura delle news on-line sarà disponibile solo su abbonamento.

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Garante privacy, “no riprese a persone con manette ai polsi”

Il garante della privacy, Francesco Pizzetti

Il garante della privacy, Francesco Pizzetti

I media si astengano dal diffondere riprese e fotografie di persone in manette”. Con queste parole il garante della privacy, Francesco Pizzetti, ha rivolto un nuovo richiamo ai mezzi di informazione.

La richiesta fa seguito alla vicenda di Fabio De Santis, ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana, coinvolto nell’inchiesta sui presunti appalti pilotati per le Grandi Opere, ripreso qualche giorno fa, in manette in tribunale. L’avvocato di De Santis aveva richiesto ai giornalisti di non mandare in onda le immagini del suo assistito in quella condizione. Il legale aveva detto ai giornalisti che il suo cliente era “frastornato” e “amareggiato” per quelle immagini.

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Ddl intercettazioni, il 1 luglio manifestazione della Fnsi

Lo slogan della manifestazione del 1 luglio

Lo slogan della manifestazione del 1 luglio

Denunciare a gran voce “tagli e bavagli”.È questo lo scopo della nuova grande manifestazione di piazza indetta dalla Federazione nazionale della stampa, insieme ad altre organizzazioni, per il primo luglio a piazza Navona, a Roma. Dopo la giornata del silenzio della stampa, indetta per il 9 luglio si moltiplicano di giorno in giorno le iniziative contro il ddl Alfano sulle intercettazioni.

L’adunata di piazza Navona, che avverrà in contemporanea anche in altre località d’Italia, sarà “una grande mobilitazione”, dicono dal sindacato, e sarà “un’iniziativa nel segno della Costituzione, per dar voce ai soggetti e ai temi che verrebbero oscurati se passasse un provvedimento che colpisce al tempo stesso il lavoro dei giornalisti e il diritto dei cittadini di conoscere le vicende del Paese”. Al centro delle manifestazioni del primo luglio, oltre al provvedimento sulle intercettazioni anche gli interventi del governo “per punire la cultura italiana con la restrizione dei fondi per musica, cinema, teatro, danza; il rischio di sparizione di giornali ed emittenti colpiti dalla drastica e indiscriminata riduzione del finanziamento pubblico; il concreto pericolo che drammatiche vicende come quelle di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi possano in futuro rimanere a lungo ignote all’opinione pubblica e la perdurante difficoltà del mondo del lavoro ad ottenere l’attenzione dei media e a veder rappresentati gli effetti della crisi”.

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