Carta stampata

Crisi Epolis, accordo tra editore e sindacato su stipendi e cassa integrazione

La testata di E polis

La testata di E polis

C’è l’accordo tra la società editrice di Epolis e il sindacato dei giornalisti per risolvere degnamente la crisi che attanaglia il quotidiano. L’intesa è stata firmata nel pomeriggio di ieri nella sede della Fnsi a Roma, al termine del confronto tra le delegazioni dei responsabili della società editrice E Polis e il Comitato di Redazione della testata, assistito dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dalle undici Associazioni regionali di Stampa ove hanno sede le edizioni del quotidiano.

I termini dell’accordo prevedono che dal 1 ottobre 2010 tutti i giornalisti di EPolis verranno collocati in cassa integrazione straordinaria come previsto dalla legge sull’editoria. L’azienda chiederà ai competenti organi ministeriali l’accesso alla Cigs per la durata massima di due anni. L’editore si è anche impegnato a fornire al Cdr tutti gli strumenti per continuare ad espletare le proprie funzioni sindacali e garantirà ai giornalisti l’assistenza legale e la copertura economica per le conseguenze che dovessero derivare da azioni intraprese nei loro confronti a seguito dell’attività giornalistica svolta a EPolis.

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Epolis, l’assemblea davanti alla sede non blocca lo sfratto

La testata di E polis

La testata di E polis

Non è bastato convocare l’assemblea dell’Associazione stampa sarda davanti alla sede cagliaritana di Epolis per evitarne lo sfratto esecutivo. Ieri mattina i dipendenti di una ditta di trasporti hanno sgomberato i locali di viale Trieste, portando via tutti i mobili.

Ad assistere impotenti all’esecuzione dello sfratto e allo smantellamento della redazione, c’erano una trentina di persone tra giornalisti e tecnici. Al momento è previsto che rimanga aperta solo la sede amministrativa, in via Caprera. Il gruppo, con sede nel capoluogo sardo, pubblicava con la formula della free-press diciotto testate giornalistiche locali tra cui due in Sardegna, una a Cagliari e l’altra a Sassari.

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Bielorussia, giornalista trovato impiccato

Il giornalista bielorusso Oleg Bebenin

Il giornalista bielorusso Oleg Bebenin

Si chiamava Oleg Bebenin il giornalista bielorusso, trovato impiccato nella sua dacia. Bebenin era un reporter di spicco dell’opposizione: aveva fondato “charter97.org”, più influente sito d’opposizione.

Secondo l’autopsia, ha riferito la procura, si tratterebbe si un suicidio, così come in un primo momento aveva supposto il ministero dell’interno bielorusso. Colleghi e famigliari, tuttavia, contestano i risultati dell’autopsia, dubitando sull’ipotesi del suicidio. A gettare dubbi su questa conclusione, fanno notare i familiari, il fatto che Bebenin non abbia lasciato alcun biglietto, che era appena tornato dalle vacanze in Grecia con la sua famiglia (moglie e due figli) e che aveva un sacco di progetti.

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Epolis, la salvezza passa per la Lega Nord

La testata di Epolis

La testata di Epolis

È la Lega Nord l’ultima ancora di salvezza per Epolis, il quotidiano free press ormai da mesi in grosse difficoltà economiche. A sperare ci sono oltre 140 tra giornalisti e impiegati che lavorano per la testata che fa capo al finanziere trentino Alberto Rigotti.

Secondo il quotidiano economico Milano Finanza, sarebbe il Carroccio il potenziale salvatore del quotidiano che ha tra i suoi soci anche l’europarlamentare del Pdl Vito Bonsignore e Francesco Ruscigno, il commissario straordinario di “Mariella Burani fashion group” e molto vicino a Italo Bocchino, uno dei promotori di Futuro e Libertà. Gli editori del free press, su cui pesano quasi 80 milioni di debiti, starebbero infatti sondando la disponibilità di qualche imprenditore del Nord vicino a Umberto Bossi a entrare nel capitale.

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Bild, numero speciale in 3D

Un paio di occhiali per la visione in 3D

Un paio di occhiali per la visione in 3D

Un’edizione speciale per l’arrivo del 3D sulla carta stampata. Lo ha annunciato, in Germania, la Bild. Il numero speciale che suggellerà l’ abbraccio della tecnologia 3D al tabloid tedesco, è previsto per sabato, e sarà accompagnato, sul sito Internet del giornale, da video, immagini e giochi tridimensionali.

“Dalla prima all’ultima pagina – promette il quotidiano più letto della Germania – potrete guardare tutte le fotografie con gli appositi occhiali” (inclusi nel prezzo del giornale). Oltre alle immagini di attualità realizzate in 3D, il tabloid pubblicherà anche foto storiche in versione tridimensionale, come quelle dell’incoronazione di re Edoardo VII d’Inghilterra e di Mahatma Gandhi durante una sua visita a Londra.

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Editoria, ecco il nuovo regolamento sulle provvidenze

Una pila di giornali

Una pila di giornali

Regole più precise e maggior rigore nell’assegnazione dei contributi pubblici all’editoria. Sono le linee guida del nuovo regolamento, messo a punto dal Dipartimento per l’editoria della Presidenza del Consiglio guidato da Elisa Grande, che riordinerà i criteri di assegnazione dei fondi.

Il testo del nuovo regolamento, anticipato dall’agenzia di stampa Asca, sarà messo all’ordine del giorno per l’approvazione definitiva in una delle prossime riunioni del Consiglio dei ministri. Il nuova disciplina nella concessione dei contributi, basata sulla legislazione esistente, vincola l’assegnazione dei fondi alle effettive vendite di giornali e periodici, e non sarà più basata suo criterio della semplice “diffusione”. La vecchia norma prevedeva che potessero richiedere i contributi le testate che diffondevano almeno il 25% della loro tiratura complessiva per quelli nazionali e il 40% per quelli locali. Ora si è sostituita il concetto di diffusione con quello di vendita, specificando che per copie distribuite “si intendono quelle poste in vendita in edicola o presso punti vendita non esclusivi, entrambi tramite contratti con società di distribuzione esterne” e quelle distribuite in abbonamento a pagamento. Non potranno, inoltre, essere inserite nel calcolo le copie vendute in blocco a un prezzo inferiore a quello indicato sulla testata.

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Liberato Gianluigi Guarino, arrestato per omesso controllo

Il giornalista Gainluigi Guarino

Il giornalista Gainluigi Guarino

Gianluigi Guarino è libero. Il giornalista ex direttore del Corriere di Caserta ed attuale direttore del sito on line “Casertace.net”, era stato arrestato lo scorso 9 luglio per un cumulo di pene riguardanti l’omesso controllo di alcuni articoli ritenuti diffamatori, pubblicati dal quotidiano Corriere di Caserta, da lui guidato dal 2002 al 2007.

Guarino era l’unico giornalista in carcere nell’Unione europea per una semplice colpa, quella di non aver letto approfonditamente alcune delle decine di notizie che ogni giorno un giornale deve pubblicare. Ora, dopo 39 giorni di reclusione Guarino è tornato in libertà. Il Tribunale di Salerno, competente in quanto luogo dove si stampa il giornale, gli aveva inflitto la pena complessiva di tre anni ed un mese di reclusione.

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Il Fatto Quotidiano, primo anno da record

La testata de "Il Fatto Quotidiano"Il Fatto Quotidiano compie un anno di vita e tira un primo bilancio. Il risultato è chiaro: la testata indipendente guidata da Antonio Padellaro gode di ottima salute e procede a gonfie vele. Nel solo mese di Agosto, complice l’estate rovente della politica, il quotidiano ha venduto 76.427.000 copie , in netto aumento rispetto alle 71.552.000 di luglio. A queste bisogna aggiungere i 12mila abbonamenti postali e i 30mila sottoscritti on line, mentre il sito, curato da Peter Gomez, riceve 150 mila visitatori unici al giorno, secondo Google analytics. La testata che ha iniziato le pubblicazioni ad inizio settembre 2009, ha di che sorridere.

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Cassazione, più tutele per il giornalismo d’inchiesta

Il "palazzaccio", sede della corte di Cassazionell giornalismo d’inchiesta deve essere più tutelato delle altre notizie e godere di maggiore libertà. I criteri di attendibilità della fonte possono essere meno rigorosi o comunque subire una applicazione diversa. A stabilirlo la terza sezione della Cassazione presieduta da Mario Rosario Morelli, che si è pronunciata su un’inchiesta giornalistica de “Il Tempo” del 1998.

La decisione dei giudici si deve al fatto che il giornalismo d’inchiesta è stato riconosciuto come “l’espressione più alta e nobile dell’attività di informazione”. Un verdetto molto significativo in un momento in cui impazza il dibattito sulla sul disegno di legge sulle intercettazioni e in cui si discute fin dove si può spingere la notizia e dove si deve arrestare di fronte alla privacy delle persone.

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Editoria, incontro col governo per la riforma

Il sottosegretario Paolo Bonaiuti

Il sottosegretario Paolo Bonaiuti

Lo stato di salute dell’editoria e le linee guida su cui impostare la prossima riforma del settore. Sono questi gli argomenti al centro degli incontri di ieri a palazzo Chigi tra Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per il settore, insieme con il capo del Dipartimento informazione ed editoria Elisa Grande, e le categorie interessate. Convocati i vertici della Federazione nazionale della stampa, dei sindacati dei lavoratori della comunicazione di Cgil, Cisl e Uil, della Federazione italiana degli editori, ma anche le associazioni di stampatori, distributori e giornalai.

Il primo round sulla riforma si è concluso con il riconoscimento, da entrambe le parti, della assoluta urgenza dell’intervento del governo in questo settore “vitale per il sistema culturale, economico e produttivo del Paese”. Un’urgenza che il Segretario e il Presidente della Fnsi, Franco Siddi e Roberto Natale hanno definito “drammatica”, e per cui si sono dichiarati “disponibili a concorrere ulteriormente, alla luce di una realistica valutazione del quadro economico e occupazionale, con idee e proposte metodologiche e di contenuto, all’elaborazione di un disegno di riforma condiviso, trasparente, utile e innovativo”.

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