Assostampa Umbria

Ddl intercettazioni, il 1 luglio manifestazione della Fnsi

Lo slogan della manifestazione del 1 luglio

Lo slogan della manifestazione del 1 luglio

Denunciare a gran voce “tagli e bavagli”.È questo lo scopo della nuova grande manifestazione di piazza indetta dalla Federazione nazionale della stampa, insieme ad altre organizzazioni, per il primo luglio a piazza Navona, a Roma. Dopo la giornata del silenzio della stampa, indetta per il 9 luglio si moltiplicano di giorno in giorno le iniziative contro il ddl Alfano sulle intercettazioni.

L’adunata di piazza Navona, che avverrà in contemporanea anche in altre località d’Italia, sarà “una grande mobilitazione”, dicono dal sindacato, e sarà “un’iniziativa nel segno della Costituzione, per dar voce ai soggetti e ai temi che verrebbero oscurati se passasse un provvedimento che colpisce al tempo stesso il lavoro dei giornalisti e il diritto dei cittadini di conoscere le vicende del Paese”. Al centro delle manifestazioni del primo luglio, oltre al provvedimento sulle intercettazioni anche gli interventi del governo “per punire la cultura italiana con la restrizione dei fondi per musica, cinema, teatro, danza; il rischio di sparizione di giornali ed emittenti colpiti dalla drastica e indiscriminata riduzione del finanziamento pubblico; il concreto pericolo che drammatiche vicende come quelle di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi possano in futuro rimanere a lungo ignote all’opinione pubblica e la perdurante difficoltà del mondo del lavoro ad ottenere l’attenzione dei media e a veder rappresentati gli effetti della crisi”.

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Nasce il coordinamento dei giornalisti con contratti irregolari

giornaliGiornalisti che lavorano come giornalisti ma che hanno contratti che nulla hanno a che fare col loro impiego. Sono tanti in Italia i cronisti che si trovano a fare i conti con contratti anomali. Per difendere i loro diritti è nato il “Coordinamento dei giornalisti con contratti irregolari”.

L’organismo è nato nelle regioni di Lazio ed Umbria, ma analoghe organizzazioni sono già attive in altre dieci regioni italiane (Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli, Emilia Romagna, Abruzzo, Sicilia, Sardegna, Toscana, Campania). Il coordinamento si rivolge a tutti quei giornalisti che, pur essendo iscritti all’ordine e pur svolgendo la professione in maniera regolare e continuata all’interno delle redazioni e nelle grandi, medie e piccole aziende editoriali, hanno dovuto sottoscrivere contratti anomali, irregolari o con partita iva.

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