Assostampa Toscana

Crisi Epolis, accordo tra editore e sindacato su stipendi e cassa integrazione

La testata di E polis

La testata di E polis

C’è l’accordo tra la società editrice di Epolis e il sindacato dei giornalisti per risolvere degnamente la crisi che attanaglia il quotidiano. L’intesa è stata firmata nel pomeriggio di ieri nella sede della Fnsi a Roma, al termine del confronto tra le delegazioni dei responsabili della società editrice E Polis e il Comitato di Redazione della testata, assistito dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dalle undici Associazioni regionali di Stampa ove hanno sede le edizioni del quotidiano.

I termini dell’accordo prevedono che dal 1 ottobre 2010 tutti i giornalisti di EPolis verranno collocati in cassa integrazione straordinaria come previsto dalla legge sull’editoria. L’azienda chiederà ai competenti organi ministeriali l’accesso alla Cigs per la durata massima di due anni. L’editore si è anche impegnato a fornire al Cdr tutti gli strumenti per continuare ad espletare le proprie funzioni sindacali e garantirà ai giornalisti l’assistenza legale e la copertura economica per le conseguenze che dovessero derivare da azioni intraprese nei loro confronti a seguito dell’attività giornalistica svolta a EPolis.

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Ddl intercettazioni, il 1 luglio manifestazione della Fnsi

Lo slogan della manifestazione del 1 luglio

Lo slogan della manifestazione del 1 luglio

Denunciare a gran voce “tagli e bavagli”.È questo lo scopo della nuova grande manifestazione di piazza indetta dalla Federazione nazionale della stampa, insieme ad altre organizzazioni, per il primo luglio a piazza Navona, a Roma. Dopo la giornata del silenzio della stampa, indetta per il 9 luglio si moltiplicano di giorno in giorno le iniziative contro il ddl Alfano sulle intercettazioni.

L’adunata di piazza Navona, che avverrà in contemporanea anche in altre località d’Italia, sarà “una grande mobilitazione”, dicono dal sindacato, e sarà “un’iniziativa nel segno della Costituzione, per dar voce ai soggetti e ai temi che verrebbero oscurati se passasse un provvedimento che colpisce al tempo stesso il lavoro dei giornalisti e il diritto dei cittadini di conoscere le vicende del Paese”. Al centro delle manifestazioni del primo luglio, oltre al provvedimento sulle intercettazioni anche gli interventi del governo “per punire la cultura italiana con la restrizione dei fondi per musica, cinema, teatro, danza; il rischio di sparizione di giornali ed emittenti colpiti dalla drastica e indiscriminata riduzione del finanziamento pubblico; il concreto pericolo che drammatiche vicende come quelle di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi possano in futuro rimanere a lungo ignote all’opinione pubblica e la perdurante difficoltà del mondo del lavoro ad ottenere l’attenzione dei media e a veder rappresentati gli effetti della crisi”.

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Unità, botta e risposta tra Soru e il Cdr

L'editore dell'Unità, Renato Soru

L'editore dell'Unità, Renato Soru

Botta e risposta sulle pagine del giornale tra Renato Soru, editore dell’Unità e il Cdr del quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Il battibecco pubblico evidenzia il clima di tensione che si vive all’interno del quotidiano per la situazione critica in cui versa. Sull’edizione di ieri il quotidiano pubblicava un comunicato dell’editore che rispondeva alla diffusione di un comunicato del Cdr andato in stampa mercoledì. Soru contesta al cdr di aver diffuso, in assemblea, “un documento sulle linee di sviluppo del giornale che era stato consegnato in via dichiaratamente riservata”, violando “ogni canone di correttezza nelle relazioni sindacali”.

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