Assostampa Sardegna

Crisi Epolis, accordo tra editore e sindacato su stipendi e cassa integrazione

La testata di E polis

La testata di E polis

C’è l’accordo tra la società editrice di Epolis e il sindacato dei giornalisti per risolvere degnamente la crisi che attanaglia il quotidiano. L’intesa è stata firmata nel pomeriggio di ieri nella sede della Fnsi a Roma, al termine del confronto tra le delegazioni dei responsabili della società editrice E Polis e il Comitato di Redazione della testata, assistito dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dalle undici Associazioni regionali di Stampa ove hanno sede le edizioni del quotidiano.

I termini dell’accordo prevedono che dal 1 ottobre 2010 tutti i giornalisti di EPolis verranno collocati in cassa integrazione straordinaria come previsto dalla legge sull’editoria. L’azienda chiederà ai competenti organi ministeriali l’accesso alla Cigs per la durata massima di due anni. L’editore si è anche impegnato a fornire al Cdr tutti gli strumenti per continuare ad espletare le proprie funzioni sindacali e garantirà ai giornalisti l’assistenza legale e la copertura economica per le conseguenze che dovessero derivare da azioni intraprese nei loro confronti a seguito dell’attività giornalistica svolta a EPolis.

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Epolis, l’assemblea davanti alla sede non blocca lo sfratto

La testata di E polis

La testata di E polis

Non è bastato convocare l’assemblea dell’Associazione stampa sarda davanti alla sede cagliaritana di Epolis per evitarne lo sfratto esecutivo. Ieri mattina i dipendenti di una ditta di trasporti hanno sgomberato i locali di viale Trieste, portando via tutti i mobili.

Ad assistere impotenti all’esecuzione dello sfratto e allo smantellamento della redazione, c’erano una trentina di persone tra giornalisti e tecnici. Al momento è previsto che rimanga aperta solo la sede amministrativa, in via Caprera. Il gruppo, con sede nel capoluogo sardo, pubblicava con la formula della free-press diciotto testate giornalistiche locali tra cui due in Sardegna, una a Cagliari e l’altra a Sassari.

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Ddl intercettazioni, il 1 luglio manifestazione della Fnsi

Lo slogan della manifestazione del 1 luglio

Lo slogan della manifestazione del 1 luglio

Denunciare a gran voce “tagli e bavagli”.È questo lo scopo della nuova grande manifestazione di piazza indetta dalla Federazione nazionale della stampa, insieme ad altre organizzazioni, per il primo luglio a piazza Navona, a Roma. Dopo la giornata del silenzio della stampa, indetta per il 9 luglio si moltiplicano di giorno in giorno le iniziative contro il ddl Alfano sulle intercettazioni.

L’adunata di piazza Navona, che avverrà in contemporanea anche in altre località d’Italia, sarà “una grande mobilitazione”, dicono dal sindacato, e sarà “un’iniziativa nel segno della Costituzione, per dar voce ai soggetti e ai temi che verrebbero oscurati se passasse un provvedimento che colpisce al tempo stesso il lavoro dei giornalisti e il diritto dei cittadini di conoscere le vicende del Paese”. Al centro delle manifestazioni del primo luglio, oltre al provvedimento sulle intercettazioni anche gli interventi del governo “per punire la cultura italiana con la restrizione dei fondi per musica, cinema, teatro, danza; il rischio di sparizione di giornali ed emittenti colpiti dalla drastica e indiscriminata riduzione del finanziamento pubblico; il concreto pericolo che drammatiche vicende come quelle di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi possano in futuro rimanere a lungo ignote all’opinione pubblica e la perdurante difficoltà del mondo del lavoro ad ottenere l’attenzione dei media e a veder rappresentati gli effetti della crisi”.

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Chiuso il “Meeting dei giornalisti del Mediterraneo” a Cagliari

Un momento del meeting di Calgiari

Un momento del meeting di Calgiari

Si è chiuso con l’approvazione della “Carta di Cagliari” il decimo “Meeting dei giornalisti del Mediterraneo” che si è tenuto nel capoluogo sardo. Dopo quattro giorni di lavori, i rappresentanti delle organizzazioni dei giornalisti provenienti dai 30 paesi del Mediterraneo hanno approvato il documento che ha l’obiettivo di segnare un percorso per creare nuove forme di solidarietà ed unità.

La carta, intitolata “Sicurezza, diversità e dialogo: costruire fiducia nel giornalismo mediterraneo” dichiara che: “i giornalisti mediterranei lavoreranno uniti per creare la fiducia del pubblico nel giornalismo e creare nuove forme di dialogo e di solidarietà. In particolare, il meeting rifiuta le politiche di divisione, di manipolazione e d’intolleranza e sostiene un programma d’azione sui seguenti temi: il giornalismo per la diversità e la tolleranza, sostenere il ruolo dei giornalisti nella costruzione di società democratiche e nella promozione della pace, la riconciliazione e lo sviluppo duraturo”.

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