Assostampa

Crisi, giornalisti in ferie forzate al Giornale

Il direttore del Giornale Vittorio Feltri

Il del Giornale Vittorio Feltri

Tempo di vacanze per molti, non per la crisi. Anzi proprio le ferie sono diventate un’arma in mano agli editori per risparmiare qualche soldo. Al Giornale diretto da Vittorio Feltri, infatti, la società editrice ha deciso di mettere in ferie forzate per ben due mesi consecutivi i della redazione romana e di altre pagine locali, interrompendone di fatto le pubblicazioni. Una decisione unilaterale che di fatto anticipa una parte del piano di ristrutturazione presentato alla Fnsi e alle Associazioni regionali.

Di certo l’avvio dello stato di crisi per il quotidiano milanese non parte sotto i migliori auspici, se la prima mossa è un provvedimento, come definisce la Fnsi “sbattuto in faccia al sindacato prima ancora che si apra una vera e propria trattativa”. Il sindacato ha definito la decisione delle ferie forzate “un atto di provocazione nei confronti della redazione e della sua rappresentanza sindacale e di grave irresponsabilità”. La Fnsi fa notare che “il piano di ristrutturazione dell’azienda è arrivato sul tavolo per la trattativa alla cognizione delle parti, assistite dalle organizzazioni nazionali e territoriali. Forzare la situazione e anticipare soluzioni non concordate non aiuta né ad accelerare né a favorire una intesa. Non è, inoltre, accettabile e anzi può compromettere gli esiti del confronto”.

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Calabria Ora, l’editore non gradisce inchieste di mafia, si dimette il direttore

Il logo di Calabria Ora

Il logo di Calabria Ora

Gli editori di Calabria Oggi non gradivano le inchieste del quotidiano sugli intrecci tra mafia e politica. Per questo motivo avrebbero voluto avere un “diretto coinvolgimento nella fattura del giornale”. Un’invadenza che non è piaciuta al direttore della testata calabrese, Paolo Pollichieni, che ha annunciato le sue dimissioni. Insieme a lui hanno presentato le dimissioni altri sei redattori della testata.

L’annuncio ufficiale della notizia che era già circolata ieri arriva in un editoriale firmato dalla stesso Pollichieni e intitolato “Le ragioni di un addio”. Nel pezzo, Pollichieni riporta la richiesta degli editori di un “maggior coinvolgimento” nella stesura del giornale. “Una richiesta certamente rispettabile – scrive l’ormai ex direttore -, ma che non esiste in natura”.

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Crisi, licenziamenti alla Dire New e scioperi a Epolis

Il logo dell'agenzia Dire

Il logo dell'agenzia Dire

I giorni difficile della economica sono tutt’altro che passati. Specialmente nel settore dell’editoria ogni giorno arrivano notizie di situazioni difficili, con licenziamenti, giornali che chiudono e scioperi. Gli ultimi a subire le conseguenze, reali o presunte, della sono sei giornalisti della agenzia di stampa “Dire New” che sono stati licenziati in tronco dall’, Bianchi.

Sull’accaduto l’organizzazione sindacale dei giornalisti romani, l’Assostampa Romana, ha diffuso un comunicato durissimo, che accusa senza mezzi termini la dirigenza dell’agenzia. “Com’era prevedibile – scrive l’Assostampa – la farsa si è trasformata in tragedia e sei giornalisti della Dire New sono stati licenziati in tronco. Un anno fa l’Associazione Stampa Romana fu buona profeta quando denunciò che la Dire Cooperativa si stava sbarazzando dei colleghi più scomodi, guarda caso i più sindacalizzati, con un’operazione simile a quella di Alitalia: da una parte la Good Company (la cooperativa) dall’altra la Bad Company (la srl) sulla quale venivano scaricati gli esuberi. La dirigenza della cooperativa accusò allora il sindacato di travisare i fatti, affermando che nessuno aveva perso il posto di lavoro. Un anno dopo, il risultato è quello temuto”.

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Ddl intercettazioni, il 1 luglio manifestazione della Fnsi

Lo slogan della manifestazione del 1 luglio

Lo slogan della manifestazione del 1 luglio

Denunciare a gran voce “tagli e bavagli”.È questo lo scopo della nuova grande manifestazione di piazza indetta dalla Federazione nazionale della stampa, insieme ad altre organizzazioni, per il primo luglio a piazza Navona, a Roma. Dopo la giornata del silenzio della stampa, indetta per il 9 luglio si moltiplicano di giorno in giorno le iniziative contro il ddl Alfano sulle intercettazioni.

L’adunata di piazza Navona, che avverrà in anche in altre località d’Italia, sarà “una grande mobilitazione”, dicono dal sindacato, e sarà “un’iniziativa nel segno della Costituzione, per dar voce ai soggetti e ai temi che verrebbero oscurati se passasse un provvedimento che colpisce al tempo stesso il lavoro dei giornalisti e il diritto dei cittadini di conoscere le vicende del Paese”. Al centro delle manifestazioni del primo luglio, oltre al provvedimento sulle intercettazioni anche gli interventi del governo “per punire la cultura italiana con la restrizione dei fondi per musica, cinema, teatro, danza; il rischio di sparizione di giornali ed emittenti colpiti dalla drastica e indiscriminata riduzione del finanziamento pubblico; il concreto pericolo che drammatiche vicende come quelle di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi possano in futuro rimanere a lungo ignote all’opinione pubblica e la perdurante difficoltà del mondo del lavoro ad ottenere l’attenzione dei media e a veder rappresentati gli effetti della crisi”.

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Unità, botta e risposta tra Soru e il Cdr

L'editore dell'Unità, Renato Soru

L'editore dell'Unità, Renato Soru

Botta e risposta sulle pagine del giornale tra Renato Soru, editore dell’Unità e il del quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Il battibecco pubblico evidenzia il clima di tensione che si vive all’interno del quotidiano per la situazione critica in cui versa. Sull’edizione di ieri il quotidiano pubblicava un comunicato dell’editore che rispondeva alla diffusione di un comunicato del andato in stampa mercoledì. Soru contesta al di aver diffuso, in assemblea, “un documento sulle linee di sviluppo del giornale che era stato consegnato in via dichiaratamente riservata”, violando “ogni canone di correttezza nelle relazioni sindacali”.

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Freelance e precari, due manifestazioni a Napoli e Venezia

Giornalisti al lavoro

Giornalisti al lavoro

Andrà in scena oggi a Venezia e Napoli la giornata degli “S-pennati”, ovvero dei e precari. Due manifestazioni che si svolgeranno in contemporanea per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione insostenibile di tanti giornalisti chiamati a svolgere il delicato ruolo di informare senza tuttavia essere riconosciuti dal punto di vista lavorativo e retributivo.

La prima protesta andrà in scena a Venezia, organizzata da “Re:fusi”, l’associazione dei freelance veneti nata lo scorso anno, insieme all’Assostampa veneta. Alla parteciperanno anche delegazioni provenienti da altre regioni e alcuni dirigenti nazionali della Fnsi. La mobilitazione, si legge nella nota di presentazione, segue il D-Day del 4 maggio 2009, ovvero la giornata della dignità professionale. “Ora si arriva al giorno degli S-pennati, – continua la nota – sì perché i giornalisti che non sono dipendenti è così che si sentono per la stragrande maggioranza: reperibilità 24 su 24, strumenti e spese (auto compresa) a proprio carico, niente ferie, niente malattia, niente maternità, articoli pagati 5 euro lordi, servizi a 10 euro lordi, foto a 7 euro lordi. E la situazione diventa ancor più tragica se il calcolo del compenso viene fatto su base oraria: allora ci si accorge che se si va a pareggio è quasi un miracolo”.

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Chiuso il “Meeting dei giornalisti del Mediterraneo” a Cagliari

Un momento del meeting di Calgiari

Un momento del meeting di Calgiari

Si è chiuso con l’approvazione della “Carta di Cagliari” il decimo “Meeting dei giornalisti del Mediterraneo” che si è tenuto nel capoluogo sardo. Dopo quattro giorni di lavori, i rappresentanti delle organizzazioni dei giornalisti provenienti dai 30 paesi del Mediterraneo hanno approvato il documento che ha l’obiettivo di segnare un percorso per creare nuove forme di solidarietà ed unità.

La carta, intitolata “Sicurezza, diversità e dialogo: costruire fiducia nel giornalismo mediterraneo” dichiara che: “i giornalisti mediterranei lavoreranno uniti per creare la fiducia del pubblico nel giornalismo e creare nuove forme di dialogo e di solidarietà. In particolare, il meeting rifiuta le politiche di divisione, di manipolazione e d’intolleranza e sostiene un programma d’azione sui seguenti temi: il giornalismo per la diversità e la tolleranza, sostenere il ruolo dei giornalisti nella costruzione di società democratiche e nella promozione della pace, la riconciliazione e lo sviluppo duraturo”.

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Giornata mondiale della libertà di stampa. Il Welt esce con la prima bianca

La prima pagina bianca del Welt

La prima pagina bianca del Welt

Il Die Welt è uscito in edicola con la prima pagina completamente bianca in nome della nel mondo. L’iniziativa del quotidiano tedesco è stata senza dubbio quella di maggior impatto tra le tante che ieri hanno celebrato la giornata mondiale della . La ricorrenza, che va in scena ogni anno dal 1983 per volere dell’Assemblea generale dell’Onu che la organizza, è stata interpretata così dal Welt, che ha voluto dimostrare, attraverso la prima pagina bianca, che senza non ci sarebbero neanche le notizie.

Così la “prima “ classica è finita a pagina tre mentre al suo posto, sul primo foglio del quotidiano campeggiava solitaria la scritta “così sarebbe il vostro giornale senza la ”.

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Lettera con proiettile a casa: nuove minacce a Nello Rega

Il giornalista Nello Rega

Il giornalista Nello Rega

Non c’è pace per Nello Rega, giornalista del Televideo Rai e autore del libro “Diversi e divisi” che tratta il difficile rapporto di convivenza tra cristiani e musulmani. Il cronista da tempo è oggetto di per il contenuto del suo libro e ieri è arrivato l’ultimo avvertimento. Una busta contenente due proiettili e una lettera in cui si minaccia di morte il reporter avvertendolo che “sappiamo dove vivi”, è stata lasciata da sconosciuti davanti alla porta di casa sua, a Potenza. Quella di ieri è solo l’ultima di una serie di intimidazioni per il giornalista, che negli ultimi mesi ha ricevuto già 10 proiettili distribuiti in diverse lettere e, il 27 novembre scorso, addirittura una testa d’agnello lasciata nella sua auto. Per lasciare l’ultimo avvertimento, i malviventi hanno dovuto anche forzare il portone d’ingresso del palazzo di Rega, che era appena rientrato nel capoluogo lucano da Roma, per partecipare a due presentazioni del suo libro.

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Nasce l’Ansi, Associazione nazionale stampa interculturale

La presidente dell'Ansi

La presidente dell'Ansi

È nata ufficialmente a Torino l’Ansi, l’Associazione nazionale della stampa interculturale. La nuova corporazione, promossa e costituita da giornalisti di origine straniera, è stata riconosciuta dalla Federazione nazionale della stampa italiana come gruppo di specializzazione all’interno del sindacato dei giornalisti. 


L’Ansi avrà ha sede a Torino, presso l’Associazione stampa subalpina, e sarà costituita da giornalisti iscritti all’ordine e al sindacato, che lavorano in testate multiculturali di varie regioni italiane.

Presenti al battesimo dell’Ansi la neo-presidente, Viorica Nechifor, corrispondente per la Gazeta Romaneasca e Aidan White, segretario dell’International Federation of Journalists. “È stata scritta – hanno concordato tutti gli intervenuti - una pagina nuova del giornalismo italiano”.

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