Crisi Epolis, accordo tra editore e sindacato su stipendi e cassa integrazione
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La testata di E polis
I termini dell’accordo prevedono che dal 1 ottobre 2010 tutti i giornalisti di EPolis verranno collocati in cassa integrazione straordinaria come previsto dalla legge sull’editoria. L’azienda chiederà ai competenti organi ministeriali l’accesso alla Cigs per la durata massima di due anni. L’editore si è anche impegnato a fornire al Cdr tutti gli strumenti per continuare ad espletare le proprie funzioni sindacali e garantirà ai giornalisti l’assistenza legale e la copertura economica per le conseguenze che dovessero derivare da azioni intraprese nei loro confronti a seguito dell’attività giornalistica svolta a EPolis.
Durante il periodo di cassa integrazione viene sospeso ogni vincolo di esclusiva che lega i giornalisti alla testata per permettere agli stessi di attivare rapporti di collaborazione. Infine, l’azienda si è impegnata a sanare i crediti vantati dai giornalisti di E Polis secondo un calendario articolato che fissa tali pagamenti entro il 31 dicembre 2010. Entro quella data, l’azienda s’impegna a liquidare ai giornalisti con contratto a termine ogni eventuale rateo retributivo maturato e non corrisposto.
Per quanto riguarda i giornalisti collaboratori della testata, i rappresentanti aziendali si sono impegnati a fornire entro 15 giorni al sindacato la situazione contabile per una verifica tra le parti delle posizioni pendenti. L’azienda e il Cdr procederanno a verifiche periodiche ogni due mesi sull’andamento della gestione della cassa integrazione e su tutte le attività collegate alla ristrutturazione.
Sono invece molto lontani da raggiungere un accordo i giornalisti e i dirigenti dell’Unità. L’Assemblea dei redattori de l’Unità, ha giudicato “irricevibile” la lettera con la quale l’azienda annuncia la sospensione delle pubblicazioni delle edizioni della Toscana e dell’Emilia Romagna a partire dal prossimo 15 ottobre. “Ci troviamo di fronte ad una decisione grave e unilaterale – scrivono i giornalisti in un comunicato – che mette a rischio altri 11 posti di lavoro in una redazione che ha già sostenuto per intero la propria parte di sacrifici con l’uscita forzosa di una cinquantina di colleghi e il ricorso alla Cigs a rotazione. I ricatti sono inaccettabili. Si ritiri quella decisione e si affronti con senso di responsabilità il confronto con il comitato di redazione e i fiduciari di Bologna e Firenze”.
Per questo scopo – continua il comunicato – l’assemblea delle redazioni di Roma, Firenze, Bologna e Milano “approva all’unanimità la proposta del Cdr di promuovere iniziative pubbliche sul ruolo e sul futuro de l’Unità da tenere a Bologna, Firenze e in Sardegna, regione dove è nato il fondatore del quotidiano, Antonio Gramsci. E di organizzare nelle prossime settimane a Roma d’intesa con Fnsi e associazioni territoriali di categoria una manifestazione nazionale per rilanciare il giornale. Conferma inoltre lo stato di agitazione e consegna al Comitato di redazione un pacchetto di ulteriori cinque giorni di sciopero”.
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