Masi e la circolare dello scandalo: “Programmi o conformi a schede o stop”

Il dg Rai, Mauro Masi

Il dg Rai, Mauro Masi

Alla Rai le polemiche non finiscono mai. L’ultimo motivo di scandalo, in ordine di tempo, è dovuto ad una circolare inviata dal direttore generale Mauro Masi ai direttori di rete. Nella comunicazione si afferma che i programmi Rai dovranno essere conformi alle “schede di proposta” e coerenti con i palinsesti approvati con tutti gli elementi di informazione necessari, altrimenti potrebbero essere sospesi d’ufficio.

Nei quattro punti della circolare Masi constata come “si registra con sempre maggiore frequenza il mancato inserimento nelle schede proposta programmi degli elementi costitutivi e, in particolar modo, si registra l’incompletezza relativa alla sinossi ed alle connesse informazioni editoriali sul programma da realizzare e/o da acquistare”. Per questo, per “consentire alla direzione generale e alle vicedirezioni generali competenti l’approvazione delle schede proposta del programma avendo piena conoscenza di tutti gli elementi editoriali, si invitano le direzioni a predisporre le schede in questione complete dei dati e delle informazioni necessarie con l’obiettivo di evitare che l’incompletezza o l’assenza di informazioni richieste possa comportare la mancata approvazione delle medesime. È inutile sottolineare che le schede devono essere puntualmente e integralmente coerenti con i palinsesti approvati (peraltro all’unanimità) dal Consiglio di amministrazione”.

La pena, dunque per chi non realizzerà concretamente programmi integralmente corrispondenti alle schede approvate sarà la sospensione d’ufficio. Inoltre, conclude il dg, come già ricordato più volte anche dai suoi predecessori Cappon e Cattaneo, “a partire dal prossimo palinsesto autunnale nei programmi di approfondimento non dovrà essere consentito l’utilizzo del pubblico presente in sala come parte attiva del programma stesso”.

La circolare ha suscitato subito un vespaio di polemiche. Giuseppe Giulietti, portavoce dell’associazione Articolo 21, che ha pubblicato per prima la circolare, ha dichiarato: “è l’inizio di una grande campagna di mobbing contro tutti i programmi che non piacciono al direttore generale e al premier”.

Per il senatore Pancho Pardi, capogruppo dell’Italia dei Valori in commissione di Vigilanza, la delibera di Masi “è un atto apertamente dispotico, in perfetta linea con il sistema feudatario che si sta instaurando nel mondo dell’informazione. È l’ennesimo bavaglio alla libertà di espressione imposto da un governo ormai privo di consensi cui non resta che tentare il colpo di mano”.

Molto critico anche il Partito Democratico. “Il Pd – ha annunciato Fabrizio Morri, capogruppo del partito in Commissione – ha chiesto oggi in ufficio di presidenza un’audizione rapida dei vertici aziendali in commissione di Vigilanza”.

Dura anche la reazione della Federazione nazionale della stampa che per bocca del suo presidente Roberto Natale, ha definito la circolare “burocratica e oppressiva”. “Il Direttore generale della Rai – osserva Natale – manca di ogni rispetto non solo per l’informazione, ma anche per il senso del ridicolo. Nei giorni in cui i successi di ascolto di Enrico Mentana dicono quanto sia grande la domanda di un giornalismo autonomo, e mettono in difficoltà la parte dell’informazione Rai più gravata da vincoli politici, Mauro Masi risponde con un documento burocraticamente oppressivo. Non ha avvertito disagio per un servizio pubblico che per tutta l’estate ha quasi cancellato l’offerta di approfondimenti informativi, ed ora coerentemente torna a mettere i bastoni fra le ruote ai programmi al via. Decisioni di questa natura sono un pericolo grande per l’autorevolezza del servizio pubblico e per la fiducia che ancora i cittadini, nonostante tutto , continuano a dare alla Rai”.

Intanto l’assemblea dei CdR delle testate Rai ha approvato un documento con 56 voti a favore, 1 contrario e 4 astenuti in cui si “dà mandato all’esecutivo di valutare, sulla base dell’esito di una illustrazione più dettagliata del piano industriale e degli atti di gestione delle prossime settimane, l’operato del Direttore Generale Masi, sottoponendolo – se del caso – a un inedito voto di fiducia”.

Foto @static.blogo.it

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One Response to “Masi e la circolare dello scandalo: “Programmi o conformi a schede o stop””

  1. 1
    noemi Says:

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