Epolis, la salvezza passa per la Lega Nord

La testata di Epolis

La testata di Epolis

È la Lega Nord l’ultima ancora di salvezza per Epolis, il quotidiano free press ormai da mesi in grosse difficoltà economiche. A sperare ci sono oltre 140 tra giornalisti e impiegati che lavorano per la testata che fa capo al finanziere trentino Alberto Rigotti.

Secondo il quotidiano economico Milano Finanza, sarebbe il Carroccio il potenziale salvatore del quotidiano che ha tra i suoi soci anche l’europarlamentare del Pdl Vito Bonsignore e Francesco Ruscigno, il commissario straordinario di “Mariella Burani fashion group” e molto vicino a Italo Bocchino, uno dei promotori di Futuro e Libertà. Gli editori del free press, su cui pesano quasi 80 milioni di debiti, starebbero infatti sondando la disponibilità di qualche imprenditore del Nord vicino a Umberto Bossi a entrare nel capitale.

In caso di fallimento di questo estremo tentativo di salvezza, le alternative saranno la liquidazione o, peggio ancora, il fallimento con la perdita di tutti i posti di lavoro. Una prospettiva difficile per i dipendenti di Epolis che già da diversi mesi lavorano in condizioni difficilissime: i giornalisti devono ancora ricevere il conguaglio di giugno e gli stipendi di luglio e agosto e sono stati costretti a cinque settimane di ferie forzate.

Al rientro dalla pausa forzata i redattori avrebbero dovuto riprendere il lavoro ma le attuali condizioni economiche non lo hanno permesso. In redazione i telefoni “aziendali” sono muti perché la società non ha pagato le bollette, ed i giornalisti sono costretti al telelavoro. Le pubblicazioni rimarranno sospese almeno per tutto il mese di settembre.

Dalla casa editrice è arrivata solo una mail criptica del Presidente Rigotti, che offre ben poche spiegazioni sul futuro lavorativo dei giornalisti. Intanto in settimana è atteso un incontro tra l’editore e la Federazione nazionale della stampa (FNSI), in attesa di un nuovo e definitivo piano aziendale per uscire dalla crisi editoriale in cui versa il giornale.

La situazione dell’Azienda doveva sbloccarsi prima dell’estate con l’approvazione da parte del Tribunale di Cagliari dell’omologa per l’accesso al concordato preventivo con i creditori. Ma la decisione è saltata per una incongruenza sui dati forniti dall’Agenzia delle Entrate. L’unica cosa certa per ora è la scadenza del 15 settembre che il giudice ha fissato come data ultima per ripresentare la domanda dopo aver risentito tutti i creditori.

Foto @luigicrespi.clandestinoweb.com

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