Archivi di Luglio 2010

Ecco Apollo, il giornale su misura

Il giornale del futuro, Apollo

Il giornale del futuro, Apollo

Il giornale del futuro? Si chiama Apollo ed è un servizio informativo telematico in grado di offrire un giornale personalizzato, su misura per il lettore. Lo hanno messo appunto tre ingegneri dell’azienda statunitense “Hawthorne Labs” e funziona in modo simile alla nota internet radio Pandora che, grazie ad un algoritmo, è in grado di trovare canzoni simili a quelle preferite dagli utenti.

Apollo, già ribattezzato il “Pandora delle news”, sfrutta lo stesso principio. L’algoritmo di Apollo, infatti, tiene conto di molti fattori per apprendere gli interessi dell’utente in materia di informazione. Memorizza le sue preferenze esplicite (è possibile indicare “mi piace/non mi piace” per qualunque articolo ci venga offerto), ma tiene conto anche in automatico di altri aspetti, come per esempio, le segnalazioni di articoli fatte sui social network dall’utente e dai suoi amici, le fonti più consultate, il tempo dedicato alla lettura di una notizia. Elaborando questi dati, in tempo reale, l’algoritmo di Apollo è in grado di comporre un giornale su misura per ogni singolo lettore.

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Rai, il Cda ha deciso: Santoro a settembre ci sarà

Il giornalista Rai, Michele Santoro

Il giornalista Rai, Michele Santoro

Michele Santoro sarà regolarmente in video il 23 settembre prossimo. Lo ha deciso il Consiglio di amministrazione della Rai riunitosi ieri. La decisione del Cda mette fine ad un lungo periodo di incertezze e polemiche sul futuro in Rai del cinduttore di Annozero. La decisione su Santoro è stata votata all’unanimità dai membri del consiglio all’interno di una riunione dell’organo durata oltre cinque ore e in cui è stato approvato anche il piano fiction e i palinsesti autunnali.

Il Consiglio ha confermato anche i programmi di Serena Dandini e quello di Fabio Fazio. A sorpresa è stato concesso uno spazio su RaiTre ad un nuovo programma della “epurata dal Tg1”, Maria Luisa Busi.

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Rai, Ruffini vince anche il secondo ruond contro l’azienda

Il direttore di Raitre, Ruffini

Il direttore di Raitre, Ruffini

Paolo Ruffini resta alla direzione di Raitre. Il tribunale del lavoro di Roma ha, infatti, rigettato il reclamo presentato dall’azienda di viale Mazzini contro la decisione di reintegrare il giornalista alla direzione della terza rete.

Era stato lo stesso tribunale del lavoro, nel maggio scorso, a sancire il ritorno del giornalista al vertice della rete, da cui il Cda dell’azienda lo aveva allontanato nel novembre del 2009 destinandolo ad altro incarico. Al posto di Ruffini era stato nominato Antonio Di Bella che però, a seguito della prima sentenza aveva lasciato l’incarico di direttore di RaiTre rimanendo a disposizione del direttore generale Rai.

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Calabria Ora, l’editore non gradisce inchieste di mafia, si dimette il direttore

Il logo di Calabria Ora

Il logo di Calabria Ora

Gli editori di Calabria Oggi non gradivano le inchieste del quotidiano sugli intrecci tra mafia e politica. Per questo motivo avrebbero voluto avere un “diretto coinvolgimento nella fattura del giornale”. Un’invadenza che non è piaciuta al direttore della testata calabrese, Paolo Pollichieni, che ha annunciato le sue dimissioni. Insieme a lui hanno presentato le dimissioni altri sei redattori della testata.

L’annuncio ufficiale della notizia che era già circolata ieri arriva in un editoriale firmato dalla stesso Pollichieni e intitolato “Le ragioni di un addio”. Nel pezzo, Pollichieni riporta la richiesta degli editori di un “maggior coinvolgimento” nella stesura del giornale. “Una richiesta certamente rispettabile – scrive l’ormai ex direttore -, ma che non esiste in natura”.

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Intercettazioni, emendamento del governo allenta il bavaglio

Operatore durante una intercettazione

Operatore durante una intercettazione

Il governo allenta il bavaglio sulle intercettazioni. Ieri in commissione Giustizia l’esecutivo ha presentato un emendamento che prevede l’instaurazione della cosiddetta “udienza filtro”, che deciderà della pubblicabilità o meno delle intercettazioni telefoniche. Fino a quel momento le registrazioni dovranno rimanere coperte da segreto.

La proposta, presentata dal sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, prevede che spetterà al magistrato nel corso dell’udienza selezionare le intercettazioni considerate rilevanti e che potranno essere pubblicate “per riassunto” da quelle, non pubblicabili, relativi a fatti, circostanze e persone estranee alle indagini.

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Addio a Mino Damato

Il giornalista Mino Damato

Il giornalista Mino Damato

Mino Damato, volto storico del giornalismo televisivo Rai, è morto all’età di 72 anni. Originari di Napoli, Damato è stato un cronista eclettico e innovatore, tanto da diventare famoso per una sua celebre camminata sui carboni ardenti nel 1986, durante la sua conduzione di Domenica In. Quella edizione della celebre trasmissione domenicale di RaiUno, fu molto particolare proprio grazie all’impostazione data da Damato, che la trasformò in un programma di stampo più giornalistico, precorrendo i tempi che avrebbero visto lo sviluppo dell’infotainment, genere misto di informazione e intrattenimento oggi diffusissimo in televisione.

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Editoria, anche la Germania soffre

Una rotativa in azione

Una rotativa in azione

Soffre anche l’editoria tedesca. Nel primo trimestre del 2010 la stampa tedesca ha infatti, visto calare del 2,7% il numero globale delle copie vendute. Così anche la Germania, considerata dagli esperti il Paese europeo che ha reagito meglio alla crisi economica, nell’editoria si trova ad affrontare le difficoltà già conosciute in gran parte del mondo.

Secondo l’Associazione nazionale degli editori tedeschi (Bdzv), che ha diffuso i dati, tra gennaio e marzo di quest’anno sono stati venduti un totale di 24,7 milioni di giornali contro i 25,3 dell’anno precedente. Un calo che preoccupa, sia per la diminuzione evidente di lettori, sia per la flessione del mercato pubblicitario, che quest’anno è calato del 15,9%. Stessa sorte per il fatturato dell’industria del settore, che già nel 2009 aveva perso il 7%, scendendo a 8,46 milioni di euro.

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Rainews, Mineo resta direttore… almeno per ora

Il direttore di Rainews Corradino Mineo

Il direttore di Rainews Corradino Mineo

Corradino Mineo resta alla direzione di Rainews. Almeno per ora. Il consiglio di amministrazione di viale Mazzini di ieri pomeriggio ha, infatti, rinviato diverse nomine previste alla vigilia. In particolare l’annunciato avvicendamento alla guida del canale di all news di mamma Rai, tra Mineo e Franco Ferraro, proveniente da sky Tg24, aveva generato molte polemiche. In particolare i rappresentanti dell’opposizione in seno al Cda avevano contestato la decisione di sostituire un direttore interno all’azienda con uno proveniente dall’esterno.

Anche l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, aveva denunciato l’ “irresponsabilità di una nomina dall’esterno per Rainews24”. Le polemiche hanno sicuramente avuto il loro perso nella decisione di oggi, di rinviare le nomine. “Dopo i casi Ruffini, Di Bella, Caprarica e Santoro, ci manca solo che il vertice Rai proceda a nuove nomine nelle testate giornalistiche, sostituendo direttori interni come Mineo a Rainews con esterni” ha sottolineato invece il capogruppo del Pd in commissione di Vigilanza Fabrizio Morri aggiungendo, tra l’altro, che “bene ha fatto il Cda a rinviare ogni decisione”.

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Manifesto, la riunione di redazione si fa in piazza

Montecitorio luogo della protesta

Montecitorio luogo della protesta

È stata una riunione di redazione molto particolare quella che hanno svolto ieri i giornalisti del manifesto. All’aperto, davanti al Parlamento. I giornalisti del quotidiano comunista si sono dati appuntamento alle 11 a piazza Montecitorio per protestare contro i tagli per l’editoria previsti nella finanziaria.

Alla riunione di redazione sui generis hanno partecipato anche diversi politici, tra i quali Fausto Bertinotti, Ignazio Marino, Giovanna Melandri, Luigi De Magistris nonché Fulvio Fammoni della Cgil, Roberto Natale, presidente della Fnsi e Corradino Mineo, direttore di Rainews.

“Berlusconi con questi tagli vuole togliersi dai piedi una serie di giornali di destra e di sinistra – ha detto il direttore de Il Manifesto, Norma Rangeri -. La stampa è l’ultima spina nel fianco del regime mediatico berlusconiano e il premier inizia a eliminarla cominciando dai piccoli, ma noi venderemo cara la pelle. Se si andrà avanti con il voto alla Finanziaria siamo pronti a salire su un tetto, questa è solo la prima tappa”, ha concluso sibillina la Rangeri.

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Siamo tutti giornalisti, ecco il sito di giornalismo aperto a tutti

La prima pagina del nuovo sito

La prima pagina del nuovo sito

Si chiama “siamo tutti giornalisti” ed è un nuovo interessante esperimento di giornalismo partecipativo lanciato sul web. Il nuovo sito di informazione www.siamotuttigiornalisti.org, infatti, adotta il modello dell’enciclopedia virtuale wikipedia: ognuno potrà contribuire a migliorare la qualità dell’informazione in piena libertà.

Questo esperimento editoriale, il primo nel suo genere, sarà presentato stasera (14 luglio) alle ore 21:00 a Castel Sant’Angelo a Roma nell’area “Giardino” della manifestazione dell’Estate romana “Letture lungo il fiume tra gli alberi”. Il sito è gia attivo da circa una settimana e sta già raccogliendo ottimi risultati.

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