Archivi di Giugno 2010

Le monde, ok alla cordata Bergé, Niel, Piagasse

Una prima pagina del quotidiano Le Monde

Una prima pagina del quotidiano Le Monde

Cordata francese formata dagli imprenditori Pierre Bergé, Xavier Niel e Matthieu Piagasse per la ricapitalizzazione del gruppo editoriale parigino “Le Monde” . Il Consiglio di sorveglianza ha accettato la loro offerta con 11 voti favorevoli su 20, il minimo indispensabile secondo il quotidiano economico Les Echos.

Sui tre imprenditori era caduta, nei giorni scorsi, la scelta unanime della redazione del giornale: oltre il 90 per cento dei redattori aveva dato la preferenza ai tre finanzieri francesi.

“Non si può fare il giornale Le Monde – ha affermato Adrien de Tricornot, vicepresidente della Società dei redattori di Le Monde, all’agenzia di stampa Ansa – senza la redazione di Le Monde”. Secondo Adrien de Tricornot “ormai non c’è alcun dubbio”.

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Libertà di stampa, a Correggio parco dedicato all’Articolo 21

Un parco verrà dedicato alla libertà di stampa

Un parco verrà dedicato alla libertà di stampa

Un parco dedicato alla libertà di stampa. Per ricordare l’Articolo 21 della costituzione, in questo periodo al centro dell’attenzione e delle polemiche per la controversa legge sulle intercettazioni, il comune emiliano di Correggio ha deciso di dedicargli un’area verde nella sua cittadina. Il parco verrà inaugurato il 27 luglio prossimo e si chiamerà, appunto, “Parco Articolo 21”.

L’area, che misura circa quattro ettari, sarà attrezzata per il tempo libero dei cittadini, con un percorso ciclo-pedonale, una spiaggetta di sabbia di Po per prendere il sole, alcune panchine ottenute da tronchi d’albero e un laghetto provvisto di essenze per la depurazione naturale dell’acqua. Tutta l’area è stata rimboschita con circa 260 alberi autoctoni o naturalizzati, mentre fra gli olmi campestri già presenti sono state piantate macchie arbustive.

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Tg La 7, in attesa di Mentana record di ascolti

Il neo direttore del tg di La7, Mentana

Il neo direttore del tg di La7, Mentana

La “mitraglietta” Enrico Mentana non si è ancora insediato alla direzione del telegiornale di La7 che il notiziario già fa registrare il record di ascolti. Ieri l’edizione della sera ha fatto segnare il miglior risultato dal 2006 ottenendo il 4,8% di share medio, pari a 910.000 telespettatori con oltre 1.900.000 di contatti unici e un picco del 5,9% di share equivalente a 1.200.000 telespettatori, registrato alle 20.16.

In mattinata, invece, l’edizione delle 12.30 aveva ottenuto il 3,2% di share con un picco del 3,4%. Che questo boom inaspettato sia dovuto all’attesa per l’arrivo del nuovo direttore o sia un tributo all’ormai ex direttore Antonello Piroso, non è dato saperlo. Quello che è certo è che a La7 saranno tutti molto contenti.

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Fondi editoria, un emendamento per far slittare i tagli

L'aula del Senato

L'aula del Senato

C’è ancora qualche speranza per gli editori dei giornali di partito, di idee e di cooperative per non vedere tagliati i contributi statali che tengono in vita molti di loro. Un emendamento bipartisan alla manovra economica, presentato dai senatori del Pd Vincenzo Vita e Luigi Lusi e dal senatore del Pdl Alessio Butti, potrebbe sovvertire, o quantomeno sospendere, quanto approvato pochi mesi fa con il decreto Milleproroghe.

L’emendamento propone la sospensione di tutte le novità approvate dal governo e dal Parlamento sull’editoria fino al 2012 e contestualmente l’impegno per l’esecutivo a presentare entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge un ddl di “riforma dei contributi all’editoria”. Se la proposta dovesse passare, come per magia, tutti i tagli sanciti dal Milleproroghe slitterebbero di due anni.

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Unità, proclamati 5 giorni di sciopero contro Soru

Una prima pagina de l'Unità

Una prima pagina de l'Unità

Sono ai ferri corti Renato Soru, editore de “L’Unità” e i giornalisti della redazione. Dopo il botta e risposta pubblico avvenuto sulle pagine del quotidiano nei giorni scorsi, l’assemblea ha deliberato un pacchetto di cinque giorni di sciopero.

La tensione è scoppiata giovedì scorso, quando Soru ha pubblicato sul quotidiano fondato da Gramsci un duro attacco al comitato di redazione reo, secondo lui, di aver diffuso in assemblea “un documento sulle linee di sviluppo del giornale che era stato consegnato in via dichiaratamente riservata”, violando “ogni canone di correttezza nelle relazioni sindacali”. Secondo l’editore la rappresentanza sindacale della redazione avrebbe peccato in leggerezza, distribuendo il documento come se fosse definitivo mentre era solo una bozza provvisoria. Così facendo, attacca ancora Soru, il Cdr ha causato “un comprensibile ma del tutto ingiustificato allarme nel corpo redazionale”.

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Premio Ilaria Alpi, i vincitori

Ilaria Alpi e il suo operatore

Ilaria Alpi e il suo operatore

Undici giornalisti premiati più un riconoscimento alla carriera a Demetrio Volcic, storico corrispondente Rai da Praga, Vienna e Mosca. Sono i risultati della XVI edizione del premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi appena andato in scena a Riccione. La manifestazione, che si è appena conclusa, ha fatto registrare il record di partecipanti, con 330 filmati presentati.

La kermesse giornalistica, si è confermata l’appuntamento più importante in Italia dedicato all’informazione televisiva facendo registrare un grande successo di pubblico, che ha partecipato in massa ai tanti eventi proposti dall’organizzazione.

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Garante privacy, “no riprese a persone con manette ai polsi”

Il garante della privacy, Francesco Pizzetti

Il garante della privacy, Francesco Pizzetti

I media si astengano dal diffondere riprese e fotografie di persone in manette”. Con queste parole il garante della privacy, Francesco Pizzetti, ha rivolto un nuovo richiamo ai mezzi di informazione.

La richiesta fa seguito alla vicenda di Fabio De Santis, ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana, coinvolto nell’inchiesta sui presunti appalti pilotati per le Grandi Opere, ripreso qualche giorno fa, in manette in tribunale. L’avvocato di De Santis aveva richiesto ai giornalisti di non mandare in onda le immagini del suo assistito in quella condizione. Il legale aveva detto ai giornalisti che il suo cliente era “frastornato” e “amareggiato” per quelle immagini.

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Travaglio diffamò Schifani: 16 mila euro di risarcimento

Il giornalista Marco Travaglio

Il giornalista Marco Travaglio

Marco Travaglio diffamò il presidente del Senato Renato Schifani, nella puntata del dieci maggio 2008 di “Che tempo che fa”. Lo ha stabilito il giudice della VII sezione civile del tribunale di Torino.

Per fortuna del giornalista del “Fatto quotidiano” la somma che da risarcire al presidente del Senato è di “soli” 16 mila euro a fronte dei quasi due milioni (1.750.000 euro) richiesti. Durante la puntata della trasmissione condotta da Fabio Fazio, Travaglio aveva usato la metafora del lombrico e della muffa parlando di Schifani. Per questo paragone e solo per questo il giudice ha riconosciuto l’elemento diffamatorio, mentre in altri due interventi incriminati, un articolo sull’Unità e un’ospitata a Crozza Italia (4-5-2010) che contenevano riferimenti alle frequentazioni mafiose del presidente del Senato, sono stati giudicati pertinenti al diritto di cronaca, di critica e di satira.

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Nasce l’osservatorio sui Telegiornali nazionali

I loghi dei principali Tg nazionali

I loghi dei principali Tg nazionali

Come costruiscono i principali telegiornali pubblici e privati le scalette quotidiane? Quale criterio nella scelta dei titoli e delle priorità da offrire agli utenti? A rispondere a queste e ad altre domande ci penserà dalla prossima settimana l’Osservatorio sui telegiornali nazionali. L’iniziativa era stata lanciata dall’associazione “Articolo 21” nel corso della propria assemblea annuale di gennaio ed ora sarà realizzata da “Reporter Senza Rete”, un’associazione di giornalisti freelance con la collaborazione della facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza.

L’osservatorio, illustrato ieri in una conferenza stampa alla Camera, avrà il compito di capire e far capire come informa la televisione nazionale e magari come, talvolta, deforma o disinforma. Ma l’osservatorio servirà anche per segnalare le eccellenze: da lunedì al venerdì si metteranno a confronto i Tg di Rai, Mediaset, La7 e, da settembre, anche Rainews24 e SkyTg24.

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Ddl intercettazioni, il 1 luglio manifestazione della Fnsi

Lo slogan della manifestazione del 1 luglio

Lo slogan della manifestazione del 1 luglio

Denunciare a gran voce “tagli e bavagli”.È questo lo scopo della nuova grande manifestazione di piazza indetta dalla Federazione nazionale della stampa, insieme ad altre organizzazioni, per il primo luglio a piazza Navona, a Roma. Dopo la giornata del silenzio della stampa, indetta per il 9 luglio si moltiplicano di giorno in giorno le iniziative contro il ddl Alfano sulle intercettazioni.

L’adunata di piazza Navona, che avverrà in contemporanea anche in altre località d’Italia, sarà “una grande mobilitazione”, dicono dal sindacato, e sarà “un’iniziativa nel segno della Costituzione, per dar voce ai soggetti e ai temi che verrebbero oscurati se passasse un provvedimento che colpisce al tempo stesso il lavoro dei giornalisti e il diritto dei cittadini di conoscere le vicende del Paese”. Al centro delle manifestazioni del primo luglio, oltre al provvedimento sulle intercettazioni anche gli interventi del governo “per punire la cultura italiana con la restrizione dei fondi per musica, cinema, teatro, danza; il rischio di sparizione di giornali ed emittenti colpiti dalla drastica e indiscriminata riduzione del finanziamento pubblico; il concreto pericolo che drammatiche vicende come quelle di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi possano in futuro rimanere a lungo ignote all’opinione pubblica e la perdurante difficoltà del mondo del lavoro ad ottenere l’attenzione dei media e a veder rappresentati gli effetti della crisi”.

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