Rai, sit in dei conduttori contro lo stop ai talk show
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Santoro e Vespa sul palco
A troneggiare sulla piazza un megaschermo con su scritto “riaccendiamo tutto”. I tre conduttori sono saliti sul palco insieme, nonostante tra Vespa e Santoro non scorra proprio buon sangue. “Non voglio essere un avatar della tv. Noi dobbiamo rispettare le regole ma anche i politici presentino le liste secondo le regole” ha detto ironico Michele Santoro, che spiega: “Questa sera c’è un pezzo di opinione pubblica che paga il canone e chiede i suoi diritti”.
Fischi dei manifestanti all’indirizzo di Vespa, quando prende la parola: “Ho finito di registrare poco fa, e uscendo da quel cancello mi sembrava inelegante girare dall’altra parte e non venire qui. Michele ha fatto un bellissimo discorso politico, le sue origini le conosciamo.
Nonostante i fischi Vespa prosegue giudicando “molto pericoloso” quello che è successo. “Lo trovo un boomerang – ha detto -. È una bruttissima pagina di democrazia”. “Nel 2001 – ricorda Vespa – quando ci fu l’editto bulgaro fui tra quelli che si schierarono perché andassero in onda Santoro e Enzo Biagi. Sono un ammiratore di Santoro, ma le regole le dobbiamo rispettare tutti. E Santoro è il primo a sapere che le regole sono altre”, chiude il suo intervento Bruno Vespa.
Dal palco interviene anche Giovanni Floris, conduttore di Ballarò: “Sono convinto che un regolamento così stupido si scontrerà con il diritto, e quindi verrà abrogato. Si troverà un modo per riandare in onda” ha detto Floris. La protesta di piazza, andata in scena dalle 20, è stata organizzata da Usigrai e Fnsi.
Tantissime le adesioni politiche e delle associazioni di categoria. Contro il bavaglio ai talk show si sono schierati l’Udc, l’Idv, diversi esponenti dell’opposizione, la Cgil e le Acli, oltre al popolo viola, i comitati BoBi (Boicotta il Biscione) e Liberacittadinanza.
E la protesta non si ferma qui. Suscita approvazioni la proposta provocatoria lanciata da Michele Santoro dalle pagine della Repubblica e ribadita in serata, di andare comunque in onda il 25 marzo con una trasmissione contro il bavaglio alle trasmissioni politiche magari in una piazza e perché no tutti insieme. L’idea di una trasmissione collettiva si scontra però con le continue scaramucce dei diretti interessati.
Prima del sit in c’era stato un nuovo botta e risposta al vetriolo tra Bruno Vespa e Michele Santoro. Sebbene accomunati dalla sospensione di Porta a Porta e Annozero, i due giornalisti hanno trovato ancora modo di beccarsi. Vespa ha definito Santoro “l’Attila della par condicio”, accusandolo di essere la causa scatenante del provvedimento del Cda. Sarcastica la replica di Santoro: “Vespa è il mio Gerovital – ha detto il conduttore di Annozero -, mi sta facendo tornare ragazzino. Quando andavamo a scuola c’era sempre quel compagno di classe un po’ birbantello che indicava l’altro come responsabile delle marachelle. Ma noi ci battiamo anche per lui”. “Sono lieto di svolgere la funzione di Gerovital – è stata la controreplica di Vespa -. Ho sempre difeso il compagno Santoro, anche quando fu sospeso dal famoso editto bulgaro del 2001. Ma non mi sta bene che oggi per le marachelle ripetute di un alunno, venga sospesa tutta la classe”.
Intanto, mentre alla Rai infuriano le polemiche, da Mediaset annunciano che la trasmissione Matrix andrà in onda senza esponenti politici, in attesa del ricorso presentato dal Biscione al Tar contro il regolamento ampliato dall’Agcom alle tv private.
Foto @radio.rai.it
Febbraio 29th, 2012 at 5:06 am
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