Fondi editoria, Fnsi convoca riunione contro il taglio dei fondi a radiotv locali e giornali esteri
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Il presidente Fnsi Natale
Nessuna modifica, dunque, e finanziamenti ripristinati per il 2010 a giornali di cooperative, politici e di idee, ma anche tagli significativi per radiotv locali e testate italiane all’estero. Inutile il tentativo in extremis del Partito Democratico che, attraverso alcuni emendamenti, aveva provato a ripristinare le agevolazioni per le testate escluse dall’assegnazione dei fondi.
Per decidere i prossimi passi della battaglia sindacale la Federazione ha convocato per dopodomani (mercoledì 3 marzo) una riunione urgente con i rappresentanti dell’editoria colpiti dai tagli. All’incontro, si legge in un comunicato, “sono stati invitati i Cdr dei giornali di partito, di idee, cooperativi e di minoranze linguistiche e le forze sociali interessati alla battaglia per una definitiva e improcrastinabile riforma dell’editoria”.
Intanto dal governo, arrivano segnali di apertura. Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, ha annunciato che saranno trovate altre strade per ripristinare gli emolumenti tagliati nel Milleproroghe. “Radio e tv riavranno i loro fondi. È un impegno del Governo – ha detto il senatore ai microfoni di CNRmedia -. Dobbiamo ripristinare i fondi che la Camera ha tagliato per rispondere ad altre esigenze dell’editoria. C’è la volontà politica di reintegrare questi fondi, non posso dire ora attraverso quale strada, ci stiamo pensando, ma l’importante è raggiungere questo risultato”, ha concluso Gasparri.
Il sindacato, però, non sembra più avere molta fiducia nelle promesse del governo e, dopo la conversione in legge del decreto, sono arrivate parole dure. Il presidente della Fnsi, Roberto Natale ha definito un “calcio negli stinchi a un settore fondamentale del debole pluralismo italiano”, i tagli e emittenti locali e giornali all’estero.
“Quello che avevano considerato un piccolo taglio rischia di diventare un grande sfregio alla vita materiale e concreta di decine e decine di emittenti – ha spiegato ancora Natale -. Abbiamo motivo di ritenere che il Governo abbia adottato questo provvedimento senza nemmeno aver chiara al consistenza quantitativa del lavoro giornalistico in questo settore. Abbiamo motivo di ritenere che il Governo non sapesse o non si ricordasse che il contratto Aeranti Corallo regola ormai il lavoro di 1400 colleghi e colleghe in tutta Italia. È una cifra percentualmente già rilevante in un panorama che presenta già fortissimi segni di crisi”.
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