Sindacato contro Ordine dei giornalisti. E’ guerra aperta sull’accesso alla professione

Sindacato contro Ordine dei giornalisti. È guerra aperta tra i due organi istituzionali sul problema dell’accesso alla professione. Nelle ultime ore il faccia a faccia si è fatto sempre più duro e i comunicati sempre più velenosi. La Fnsi accusa l’ordine di attuare una politica “incomprensibile”, l’Ordine risponde parlando di “delirio del sindacato”.

Ma la polemica ha radici profonde. Le prime scaramuccie si erano avute il 16 gennaio scorso quando i vicesegretari della Fnsi, Daniela Stigliano e Luigi Ronsisvalle, intervenendo in due assemblee di giornalisti free lance a Catania e Palermo, affermano: “No a nuove fabbriche di disoccupati, questa gestione dell’accesso da parte dell’Ordine nazionale dei giornalisti sta portando la professione al collasso”.

Alle accuse aveva replicato prontamente il presidente dell’ordine nazionale, Lorenzo del Boca: “Non bastano infondate accuse all’Odg per scaricarsi la coscienza”.

La battaglia di comunicati al vetriolo riprende dopo la riunione del Consiglio nazionale della Fnsi, tenutosi a Roma il 4 febbraio scorso. Viene approvato un documento a larghissima maggioranza in cui il sindacato ribadisce ufficialmente le sue preoccupazioni sulla situazione occupazionale del settore dell’editoria e accusa apertamente l’Ordine nazionale. Il documento riporta i numeri disastrosi della crisi in atto: solo nell’ultimo anno si registra un “ricorso massiccio alla cassaintegrazione e circa 700 prepensionamenti” con “solo 17 mila occupati a fronte di un numero sempre crescente di disoccupati, inoccupati, precari e lavoratori autonomi con redditi assolutamente insufficienti”. Per questo la riforma restrittiva dei criteri di accesso alla professione è definita, “doverosa e non più rinviabile”. Si punta il dito senza mezzi termini contro i vertci dell’Ordine, rei di attuare una politica “incomprensibile”. “Le migliaia di accessi – si legge nel documento -, frutto di una politica permissiva che non tiene in alcun conto le regole del mercato e le reali disponibilità di posti di lavoro nelle redazioni, hanno determinato lo svilimento della professione portando l’offerta di lavoro ad almeno cinque volte in più rispetto ai posti disponibili”.

Anche stavolta la risposta dell’Ordine arriva immediata. Stavolta le parole sono al vetriolo. La home page del sito dell’Odg (www.odg.it) apre con un comunicato che titola così: “Il delirio della Fnsi e il dovere dell’Ordine dei giornalisti”. Poi si legge: “Il Consiglio nazionale della Fnsi, composto da oltre 180 membri, ha approvato con 30 voti favorevoli e 1 contrario un documento con il quale cerca di scaricare sull’Ordine la responsabilità delle disastrose conseguenze del contratto di lavoro che la Fnsi ha sottoscritto. Tale documento merita una risposta che consideriamo conclusiva”. Il comunicato, firmato da tutti i vertici dell’organismo, è durissimo: “L’Ordine dei giornalisti non replicherà più ai deliranti documenti di un sindacato che, ormai costretto alle corde da situazioni che non ha saputo gestire, tenta di scaricare su altri le proprie responsabilità. L’Ordine non vuole, non può e non deve chiudere le porte dell’accesso, trasformando così i giornalisti in una supercasta di garantiti. L’Ordine affronta i problemi della categoria con tempestività, ragionevolezza e secondo ciò che la legge gli impone, non con facili proclami da arruffapopolo”. La nota si chiude ancora con una accusa ai dirigenti dell’Fnsi, che “non sono ancora riusciti a scrivere un contratto firmato poco meno di un anno fa, ma che hanno trovato il tempo per stornare dal fondo di solidarietà circa 400mila euro per coprire i buchi di bilancio”.

foto @fnsi.it; @ogd.it

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