“Domande del ca…”, Di Pietro prima sbotta poi si scusa con giornalista del Tg1
Leggi tutti gli articoli di Andrea Tirone
Un mazzo di rose e tulipani bianchi con un biglietto scritto di proprio pugno, alla giornalista del Tg1 che gli aveva chiesto di spiegare le foto che lo ritraevano ad una cena con l’ex funzionario del Sismi, Bruno Contrada. Così Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori, si è scusato per l’incidente diplomatico avvenuto ieri mattina nella sala stampa di Montecitorio.
“Il Tg1 fa domande del ca… Non ce l’ho con lei ma con il suo amico Minzolini. Fuori ci sono i lavoratori dell’Alcoa che rischiano di perdere il posto e mi fate queste domande?”. Questa la frase incriminata, rivolta dal leader dell’Idv alla giornalista Rai, Ida Peritore, che gli aveva chiesto del “dossier” fotografico difuso da Libero e dal Corriere della Sera.
Davanti alle telecamere Di Pietro aveva risposto con ironia: “Parliamo di cose serie – aveva scherzato l’ex Pm di mani pulite – . Prima facevo parte della Cia, poi sono passato al controspionaggio russo e sono diventato il capo dei comunisti. Sono il più grande: James Tonino Bond”. Poi a telecamere spente lo sfogo: “Ma come, ci sono i problemi del lavoro e mi fate queste domande del ca…?”.
La parolaccia scatena immediatamente la reazione della associazione stampa parlamentare e della segreteria di redazione del Tg1: “Potremmo rispondere alle parole volgari dell’onorevole di Pietro con il silenzio e la superiorità, forti anche della tempestiva solidarietà al Tg1 espressa dalla stampa parlamentare – rispondono dallla Rai – tuttavia vogliamo ostinarci nel rivolgere al leader dell’Italia dei valori alcune domande. Del resto, i latini dicevano repetita iuvant….”.
“Rispondere a ciò che fa comodo e offendere quando la domanda crea imbarazzo o è scomoda: è questa la concezione della libertà di stampa che ha l’onorevole di Pietro? – attacca ancora il Tg1 – È questa l’informazione del servizio pubblico che vuole l’onorevole di Pietro, sempre in prima fila nel farsi paladino dell’autonomia del giornalismo?”
E ancora, chiede il Tg1, “non ritiene l’onorevole Di Pietro che siano i giornalisti a dover stabilire le priorità dei temi da sottoporre all’attenzione dell’opinione pubblica e non la politica? Speriamo che almeno a queste domande il leader dell’Italia dei valori voglia rispondere, sempre che non le ritenga ‘domande del ca… In attesa delle risposte, accogliamo con piacere le sue scuse…”.
Scuse arrivate prontamente per la parolaccia ma non per la sostanza: “Ribadisco che ritenevo, e ritengo, che oggi il Tg1 avrebbe dovuto informare i cittadini soprattutto sul contenuto e sugli effetti devastanti del Ddl sul legittimo impedimento. Ma, siccome il Tg1 ritiene più importante che io debba giustificare una cena prenatalizia, tenutasi nel lontano 1992, in una caserma dei carabinieri, alla presenza di ufficiali di polizia, non ho difficoltà a ripeterlo di nuovo, premettendo che sono disponibile a farlo anche davanti il microfoni del Tg1: ero a quella cena perchè invitato dall’arma dei Carabinieri e, come me, tanti altri, tra cui il questore Contrada, semplicemente per uno scambio di auguri natalizi”.
Foto da www.google.it