Obama in Cina. Censurato il suo discorso sulla libertà di stampa

obama discorsoLa Cina censura Obama. Il presidente americano, per la prima volta in visita nel Paese di Mao, è stato oscurato in tutta la nazione per le sue affermazioni sulla libertà di stampa e contro la censura. Il suo discorso, tenuto davanti a 520 selezionatissimi studenti, al museo delle scienze e della tecnologia di Shangai, non è stato mandato in onda né dalla televisione ufficiale di Pechino né dai siti web cinesi.

L’unico ad essere riuscito a diffondere le parole di Obama è stato un blogger locale che, quasi in tempo reale, era riuscito a pubblicare il discorso sul suo sito. Ma in meno di mezz’ora, ventisette minuti per l’esattezza, le efficientissime autorità cinesi preposte al controllo della rete, hanno cancellato il post.

“Io sono un grande sostenitore della non censura” sono state le parole di Obama che hanno fatto scattare la censura – per noi negli Stati Uniti il fatto di avere un Internet libero, senza limiti di accesso, è un punto di forza. Per questo penso che la fruizione libera di Internet sia una cosa da incoraggiare”. E ancora: “Esistono diverse tradizioni, ma l’uso senza restrizioni di internet rafforza il sistema: maggiore è il flusso di informazioni, più forte diventa la società”.

Insomma Obama non ha fatto sconti alle autorità cinesi. Anzi ha rincarato la dose: “la libertà di espressione e di partecipazione dovrebbero essere garantiti ad ognuno, anche alle minoranze etniche e religiose, tanto che vivano negli Stati Uniti, in Cina o altrove”, e poi ha concluso dicendo che gli Stati Uniti “non cercano di imporre questi valori, però crediamo che non siano valori di un solo Paese ma valori universali”.

E mentre Obama veniva censurato in Cina, da Sharm El Sheikh, dove è in corso il quarto forum sull’Internet governance, arrivavano notizie positive per una rete sempre più libera e neutrale. L’amministrazione americana ha liberato dalla tutela statunitense l’Icann, (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), ovvero l’ente non profit che assegna gli indirizzi IP, gestisce il sistema dei nomi a dominio generici di primo livello e svolge altre importanti funzioni. “Sulla base di questo passaggio storico – ha commentato il senatore del Pd Vincenzo Vita, presente al forum – di trasformazione dell’Icann si può procedere alla creazione di un organismo internazionale, dove, accanto alle istituzioni ufficiali, ci siano la società civile, i soggetti interessati e le Ong”.”Certo – ha concluso Vita – siamo in attesa di risposta dal governo cinese, che tiene sotto stretto controllo, con la censura e la repressione del dissenso, i suoi trecento milioni e passa di utenti”.

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One Response to “Obama in Cina. Censurato il suo discorso sulla libertà di stampa”

  1. 1
    FREECHINA - FREETIBET! Says:

    Ma come è possibile che censurino un capo di Stato???

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