Murdoch minaccia di oscurare le notizie dei suoi giornali da Google. Ma la strada per le news on-line a pagamento è in salita
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“Ladri di notizie”. Con quest’ultima pesante accusa a Google, Rupert Murdoch continua la sua battaglia contro i motori di ricerca ed in favore di un’informazione on-line a pagamento. Nelle intenzioni del magnate australiano c’è il blocco degli articoli pubblicati sulle edizioni online dei suoi giornali che non compariranno più fra i risultati di Google news e simili. In sostanza, il proprietario di News Corp vorrebbe l’oscuramento delle news prodotte dalle sue testate, dagli aggregatori di notizie.
L’ultima frecciata contro Google, scagliata in un’intervista a Sky News Australia, non rappresenta certo una novità, dal momento che già altre volte in passato Murdoch e i suoi manager avevano attaccato il gigante californiano accusandolo di “cleptomania” e di “parassitismo” per il fatto di fare soldi attraverso contenuti altrui senza riconoscere alcuna percentuale a chi invece produce le notizie a caro prezzo.
Sull’argomento il dibattito è aperto: se è vero che utilizzando notizie di altri, Google incassa i soldi della pubblicità, è altrettanto certo che l’indicizzazione delle stesse notizie sui motori di ricerca, si traduce in un cospicuo aumento di traffico per i siti di Murdoch con conseguente aumento di visibilità e di ricavi pubblicitari.
Murdoch, comunque, non sembra avere dubbi: “Quelli che prendono i nostri articoli e li utilizzano a loro vantaggio, per noi sono semplicemente dei ladri. Parlo di Google, Microsoft, Ask.com, ce n’è un sacco. Dico che non possono avere tutto gratis e che finora noi abbiamo dormito”.
Se la minaccia sarà realmente attuata o servirà solo a mettere pressione sull’azienda di Mountain View, affinché accetti di pagare una percentuale sull’indicizzazione delle notizie, è tutto da vedere. Intanto, però, la strada che porta al pagamento delle notizie on-line è tutt’altro che semplice. Le operazioni avviate mesi fa per tradurre in realtà questa nuova formula hanno subito una battuta d’arresto che ha fatto slittare almeno al giugno 2010 il momento decisivo per l’attuazione della grande svolta.
Motivo del ritardo potrebbe essere la conflittualità con le norme antitrust britanniche. Sarebbero, infatti, emerse tracce di un accordo tra i giornali di Murdoch e il Daily Telegraph per mettere in pratica il cambiamento annunciato. Ma la possibile partnership tra i due gruppi editoriali, che semplificherebbe l’avvio del progetto di pagamento delle notizie, potrebbe causare un’indagine da parte dell’autorità che regola la concorrenza.
Secondo alcuni legali della News Corp. “senza dubbio, l’antitrust sarebbe interessata a sapere come, cosa e perché editori in competizione comincino a parlare di prezzi per i loro servizi web. Essere sospettosi è parte del ruolo dell’ente regolatore” hanno detto gli avvocati. Murdoch non ha voluto commentare questo rinvio, ma ha ribadito che “il lavoro da fare è ancora molto, e i vertici della corporation stanno cercando di fare del loro meglio”.