Usa, una ricerca universitaria propone aiuti di Stato per i giornali
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Torna a farsi strada negli Stati Uniti l’ipotesi di aiuti governativi alle imprese editoriali per fronteggiare la crisi del settore. Già qualche tempo fa il presidente Obama si era detto possibilista in materia, nel caso venisse presentata una proposta seria al Congresso. Ora a ribadire il concetto ci ha pensato un rapporto della Columbia University, dal titolo “The Reconstruction of American Journalism”.
Il rapporto di 36 pagine è stato stilato da Michael Shudson, docente della facoltà, e da Leonard Downie Jr., per 17 anni penna di punta e poi manager al Washington Post. Secondo i due studiosi: “la società americana si deve assumere la responsabilità collettiva di sostenere il giornalismo indipendente in un ambiente economico che è profondamente cambiato”, per questo conclude la ricerca per salvare l’informazione su carta saranno necessari sussidi pubblici.
A ribadire questi risultati le difficoltà affrontate dal maggiore quotidiano statunitense, il New York Times, che si appresta a tagliare 100 dipendenti dal proprio organico. L’ultimo bilancio della New York Times Company, società editrice del giornale, dice che nel periodo giugno-settembre 2009, ci sono state perdite per 35,6 milioni di dollari, a causa soprattutto del calo degli investimenti pubblicitari del 27% sui suoi giornali.
Non migliore la situazione delle entrate, che hanno subito anch’esse una contrazione fino a 570,6 milioni di dollari (-17% rispetto al settembre dello scorso anno). Unica consolazione il fatto che, nonostante i numeri negativi, il gruppo editoriale americano ha fatto meglio del previsto: il fatturato trimestrale era infatti stato stimato in 561 milioni.