Caos all’ordine del Piemonte. Il presidente si dimette, poi smentisce

È giallo intorno alla delle di Sergio Miravalle dalla carica di dell’Ordine dei del Piemonte. La prima dalle agenzie è stata in un secondo momento dal diretto interessato. Il cinquantasettenne, dipendente del quotidiano torinese “La ”, sembrava essersi dimesso in conseguenza delle “irrevocabili” del segretario dell’ordine , Emanuela , 51 anni, della torinese dell’Ansa, per gravi “dissidi all’interno della cosiddetta maggioranza”.

La sembrava certa tanto che erano già stati diffusi i particolari della vicenda: Miravalle avrebbe rimesso in di consiglio il proprio mandato rinviando la ricostituzione degli incarichi ordinistici ad una successiva seduta. Miravalle, a questo punto, con altri due consiglieri della maggioranza, avrebbe anche lasciato il consiglio facendo mancare il legale.

Poi il colpo di scena. Arriva la del diretto interessato: “A seguito delle della collega dalla carica di consigliere segretario – spiega Miravalle – ho in Consiglio la disponibilità ad azzerare tutte le nostre cariche quando il Consiglio sarà nuovamente nella sua interezza numerica di nove componenti, dopo aver provveduto alla della collega dimissionaria”.

“Lo stesso svolgimento del Consiglio – continua Miravalle – conclusosi con la richiesta del Ezio di mettere ai le mie senza che le avessi mai presentate va nella direzione della forzatura e della voglia di ribaltone che fino a quando vale la legge della democrazia potrà essere decisa solo dal Consiglio regolarmente eletto nella sua interezza e non da goffi tentativi di sfondamento di una parte”.

Confondere la mia “disponibilità di estrema correttezza con le reali operative (del resto mai presentate, né firmate) – conclude Miravalle – è un esempio di malafede grave di cui il vicepresidente dovrà rendere conto”.

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