Caos Rai: Annozero, Report e Parla con me ancora nella bufera. La Vigilanza convoca Romani
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La prima, ormai di lunga data, è la vicenda Annozero legata al contratto di Marco Travaglio e alla paventata istruttoria, minacciata dal ministro Scajola dopo la prima puntata della trasmissione. Il secondo caso scottante è la querelle su Report, legata al sostegno dell’azienda nelle eventuali cause in cui la Gabanelli e i giornalisti della sua squadra, potrebbero imbattersi. Infine, l’ultima polemica in ordine di tempo riguarda la trasmissione di Serena Dandini, “Parla con me”.
Su Annozero, la situazione è in stallo. Il contratto di Travaglio ancora non c’è e la vicenda, parola del viceministro allo Sviluppo con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, “è tutt’altro che conclusa”. Intanto Romani è stato convocato per oggi dalla commissione di Vigilanza della televisione pubblica, per discutere in merito alla decisione del governo di aprire un’istruttoria su Michele Santoro e la prima puntata della sua trasmissione. La convocazione di Romani, decisa all’unanimità, avrà all’ordine del giorno, oltre alla questione Annozero, il rinnovo del contratto di servizio. Già ieri il viceministro aveva avuto un colloquio privato con Zavoli, al termine del quale ha ricordato diritti e doveri dell’esecutivo in ambito Rai: “Il governo non ha potere di censura ma ha piena facoltà di chiedere alla Rai cosa è successo” ha detto viceministro al termine dell’incontro. Di diverso avviso il presidente della commissione di Vigilanza , Zavoli, che si era detto perplesso a sull’istruttoria e aveva definito vergognosa la campagna stampa contro il canone Rai.
Romani ha voluto esprimere il proprio giudizio anche sulle anticipazioni di stampa che circolano intorno alla nuova edizione di “Parla con me” di Serena Dandini. “Cosa c’entra il WC con il servizio pubblico? Mi chiedo se sono queste cose ad appartenere al servizio pubblico della Rai”. Le dichiarazioni polemiche si riferiscono a “Lost in WC”, un mini reality di due minuti che la trasmissione dedicherà alle disavventure di due ragazze che finiscono con il ritrovarsi rinchiuse nella toilette dorata di un palazzo dove è in corso una festa alla quale avrebbero voluto partecipare. Gli abiti succinti delle protagoniste e il loro accento barese non lasciano dubbi sul riferimento alle feste nelle ville del premier.
A chiudere le polemiche che circondano mamma Rai, una lettera inviata da Milena Gabanelli al Corriere della Sera. Nella missiva la conduttrice di Report denuncia la situazione della sua trasmissione, sottolineando come la libertà di informazione sia minacciata soprattutto dal “comportamento intimidatorio” di ricorrere ai tribunali per reclamare danni. Comportamento che comporta ingenti spese legali per gli editori, tali da poterli scoraggiare.
“Ad oggi le cause pendenti sulla mia testa sono una trentina – scrive la Gabanelli – è facile capire che alla fine una pressione del genere può essere ben più potente di quella dei politici, e diventare fisicamente insostenibile”. Per ovviare a questi problemi, e visto che la tutela legale dell’azienda non è più assicurata, la giornalista si è rivolta ad una compagnia assicurativa britannica e ad una americana, per una polizza “che coprisse le spese legali e l’eventuale danno in caso di soccombenza dovuta a fatti non dolosi”. E poi lancia un suggerimento: “Nel diritto anglosassone – fa sapere la Gabanelli – il giudice ha il potere di condannare al pagamento di danni punitivi l’autore della lite temeraria: chiedi dieci milioni di risarcimento per niente? Rischi di doverne pagare 20”. “Ecco – conclude la giornalista di Report – copiamo tante cose dall’America, potremmo importare questa norma. Sarebbe il primo passo verso una libertà tutelata prima di tutto dal diritto”.



