Il Giornale attacca Boffo, direttore di Avvenire. Berlusconi si dissocia
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Il Giornale attacca il “grande moralizzatore, alias il direttore del quotidiano Avvenire”, il dottor Dino Boffo, per una torbida vicenda a sfondo sessuale, chiusa con patteggiamento cinque anni fa. Ed è subito polemica. Nell’articolo pubblicato oggi in prima pagina sul quotidiano della famiglia Berlusconi, dal titolo “Il supermoralista condannato per molestie, il direttore Feltri sostiene che “Visti i precedenti Boffo non può permettersi di condannare i comportamenti del premier verso cui “recentemente, in più d’una occasione, si è sentito in obbligo di esprimere giudizi severi”.
Lui si difende: “È killeraggio giornalistico allo stato puro”, è “una vicenda inverosimile, capziosa, assurda. Siamo, pesa dirlo, alla barbarie”.
La Cei, editrice della testata, ha immediatamente preso le difese del suo direttore confermandogli “piena fiducia” al vertice del quotidiano, “da lui guidato con indiscussa capacità professionale, equilibrio e prudenza”.
E intanto, come nel domino, salta la cena della Perdonanza all’Aquila e soprattutto l’incontro tra Silvio Berlusconi e il cardinale Tarcisio Bertone. Il premier, “per evitare strumentalizzazioni” ha delegato – come rappresentante del governo italiano all’Aquila – Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. E diffonde una nota in cui si dissocia da Feltri: “Il principio del rispetto della vita privata è sacro e deve valere sempre e comunque per tutti. Non posso assolutamente condividere ciò che pubblica oggi il Giornale nei confronti del direttore di Avvenire e me ne dissocio”.
”Il plateale e ripugnante attacco a Dino Boffo sulla prima pagina de Il Giornale di oggi è una chiara intimidazione al direttore di Avvenire e a tutta la redazione del quotidiano, a cui Vittorio Feltri e il suo editore non perdonano l’indipendenza di giudizio e il richiamo ai valori cristiani espressi in questi mesi”. Lo scrive in un comunicato il Comitato di redazione di Avvenire. Si tratta, prosegue il comunicato, di ”un attacco personale al direttore di Avvenire ma anche un attacco alla libertà di pensiero e di stampa: esprimendo piena e affettuosa solidarietà a Dino Boffo, la redazione tutta assicura che proseguirà come al solito nel proprio lavoro di informazione puntuale dei lettori esercitando sempre e comunque il diritto di critica oltre a quello di cronaca”.
Sulla vicenda ha espresso il suo parere anche Franco Siddi, segretario delle’Fnsi: “E’ cosa non qualificabile che per contrastare e far cessare (inutilmente crediamo) voci e idee che sono, anche senza pregiudizio politico, fuori dal coro e non classificabili secondo immediati schemi della politica, si vada a scandagliare nelle fogne, come ha fatto oggi il giornale di famiglia del Capo del Governo, nei confronti del quotidiano dei vescovi, l’Avvenire, e del suo direttore Boffo”.
“Tanto palese – continua Siddi – appare infatti lo scopo non di informare ma di scagliare fango in modo da “pareggiare” mediaticamenteconti improponibili. E’ incredibile che, attraverso questa via, si voglia limitare e intimidire il giornale dei vescovi nella libertà di dire la loro in testimonianza dei propri principi di fede e al direttore e ai giornalisti di Avvenire di esercitare la loro funzione nell’opera di informazione e di critica senza travestimenti. Ogni giornale ha legittimamente una sua linea e ogni indirizzo diverso va rispettato, secondo, però, un’etica della convivenza che non può mai far venir meno la civiltà del confronto né ridurre gli accadimenti a occasioni di lotta feroce e di resa dei conti vendicativa tra fazioni e parti che magari stanno altrove”.