Intercettazioni hot, De Magistris chiede procedimento contro Berlusconi. E Ghedini querela “La Repubblica”
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Dopo le rivelazioni dell’ex senatore Pdl Paolo Guzzanti, che sul suo blog aveva dichiarato di aver letto le trascrizioni delle telefonate a luci rosse del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con donne alle quali poi erano stati accordati favori politici, l’ex Pm Luigi De Magistris, oggi eurodeputato dell’Italia dei Valori, chiede che sulla vicenda indaghi la magistratura.
Secondo De Magistris, infatti, i comportamenti di Berlusconi descritti da Guzzanti avrebbero rilevanza penale, in particolare per la violazione dell’articolo 319 del Codice Penale, che riguarda incarichi politici e istituzionali in cambio di utilità varie. “Ci troviamo di fronte – scrive De Magistris sul suo sito internet – a nuove tecniche di corruzione e mercimonio delle pubbliche funzioni che avrebbero come protagonista il presidente del Consiglio e alcuni membri del suo governo”.
Le dichiarazioni di Paolo Guzzanti sono state riprese anche dalla stampa estera – dal britannico “Times”, all’argentino “Clarìn” – che continua a seguire da vicino l’evoluzione del “caso Italia”, un paese, come ha scritto l’editorialista dell’Independent Barbara Patterson, “che ai ricchi e famosi perdona quasi tutto, dove i legami familiari superano ogni preoccupazione morale e legale, dove principi come le uguali opportunità o la libertà di stampa sono estranei quanto l’uomo americano più abbronzato di Berlusconi”.
È di oggi, intanto, la notizia che l’avvocato del premier, Niccolò Ghedini, ha querelato La Repubblica e il quotidiano francese Nouvel Observateur, che l’ha ripresa, per gli articoli di ieri sulle intercettazioni del Cavaliere. “Le notizie – ha dichiarato Ghedini in un comunicato – apparse sul “Nouvel Observateur”, puntualmente riprese da Repubblica, riguardanti il contenuto di alcune asserite intercettazioni telefoniche, sono totalmente destituite di fondamento e palesemente diffamatorie. Mai intercettazioni siffatte sono esistite, come a suo tempo fu chiaramente dichiarato dalla competente autorità giudiziaria. Sia per tali infondate notizie, sia per tutte le considerazioni correlate, saranno immediatamente esperite tutte le più opportune azioni giudiziarie nei confronti di tali giornali e anche nei confronti di coloro che le riprenderanno”.