Referendum sul contratto dei giornalisti: hanno votato solo in 3mila

L’atteso referendum sul nuovo contratto collettivo dei giornalisti si è tenuto. Il risultato è stato un flop: hanno votato in pochissimi, tra il disinteresse generale per il quesito su un contratto effettettivamente già in atto e che pochi avranno l’onore di poter firmare.

I seggi si sono chiusi in tutta Italia alle 19 del 30 maggio. La consultazione referendaria chiamava i giornalisti a esprimersi sull’intesa contrattuale siglata dalla Federazione Nazionale della Stampa e dalla Federazione degli editori il 24 marzo scorso. Il referendum ha solo valore consultivo e non ha quorum, quindi il risultato (si o no al contratto), sarà comunque valido qualunque sia il numero dei votanti.

Gli aventi diritto al voto erano oltre 35 mila giornalisti italiani iscritti e non iscritti agli ordini regionali, ad esclusione di quelli assunti con contratto Aeranti-Corallo e di chi svolge attività di ufficio stampa con contratto della pubblica amministrazione.

Lo spoglio avverrà mercoledì 3 giugno a Roma, nella sede della Fnsi davanti a un notaio, dove sono state fatte convergere tutte le schede (divise in 3 urne diverse secondo il contratto dei votanti) dalle sedi regionali del sindacato. Lo spoglio verrà fatto dalla Commissione elettorale nazionale, presieduta dal presidente Roberto Natale. Quindi si procederà allo spoglio per il referendum che non ha quorum, quindi il risultato, si o no al contratto, sarà comunque valido.

Non si conoscono al momento dati precisi sull’affluenza al voto, ma da voci circolanti in ambiente sindacale, pare che i votanti siano stati complessivante intorno a 3 mila in tutt’Italia, meno del 10 per cento.

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One Response to “Referendum sul contratto dei giornalisti: hanno votato solo in 3mila”

  1. 1
    Il flop del referendum sul contratto Says:

    [...] Via GiornalismoBlog L’atteso referendum sul nuovo contratto collettivo dei giornalisti si è tenuto. Il risultato è stato un flop: hanno votato in pochissimi, tra il disinteresse generale per il quesito su un contratto effettettivamente già in atto e che pochi avranno l’onore di poter firmare. [...]

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