Terremoto Abruzzo, il Tg1 si autoelogia per gli ascolti. Caduta di stile
Leggi tutti gli articoli di Andrea Tirone
“Ascolti record in tutte le edizioni del Tg1 nella giornata del terremoto in Abruzzo. Il Tg1 ha registrato uno share intorno al 30% nelle edizioni delle 6,30, delle 7 e delle 8 con un picco del 43,1% nell’edizione delle 9,30. L’edizione straordinaria delle 11, durata oltre un’ora, ha realizzato uno share del 33% e l’edizione delle 13,30 il 32,4 con 5,7 milioni di ascoltatori. La straordinaria dalle 15,00 alle 16,00 ha avuto un ascolto del 21. L’edizione principale delle 20,00 si è confermata leader dell’informazione con uno share del 33,9%, con un ascolto medio di 8,7 milioni di ascoltatori e picchi di quasi 10 milioni. Lo speciale Tg1 Porta a porta, condotto da Bruno Vespa con David Sassoli, inviato nelle zone del disastro, ha avuto uno share del 27 per cento e una media di 6,7 milioni di ascoltatori. Record anche per l’edizione online del Tg1 che raccoglie le offerte di aiuto e volontariato. Il Tg1 è presente in Abruzzo con 8 inviati e 9 operatori dall’alba di lunedì”.
Dati, numeri, percentuali di ascolto. Sembrano informazioni di servizio per addetti ai lavori ed invece è quello che gli spettatori del Tg1 hanno ascoltato durante il telegiornale di ieri per oltre un minuto. La conduttrice che snocciola i numeri del successo di ascolti delle edizioni del notiziario e delle trasmissioni dedicate al terremoto in Abruzzo. Decisamente inopportuno, chiaramente fuori luogo, totalmente inutile.
Il Tg1 ha deciso che questa notizia, a margine di quelle terribili che la stessa testata giornalistica della Rai ci ha dato e ci continua senza sosta sul sisma in Abbruzzo, meritasse di essere diffusa. Una scelta legittima, ma che personalmente non condivido e che ha scatenato polemiche nel mondo dell’informazione e della politica.
Ascoltare quei dati è sembrato fortemente stridente con le immagini di dolore, sofferenza e morte che giungono in queste ore dalle zone terremotate e che gli stessi giornalisti stanno diffondendo permettendo alla gente comune di comprendere la portata dell’evento.
Un lavoro non facile da portare avanti in situazioni tremende, quello dei tanti cronisti inviati sul campo, che rischia di venire sminuito dal totale asservimento della categoria al totem dell’audience.
Senza voler fare facili moralismi e riconoscendo l’importanza degli ascolti per un telegiornale o per una trasmissione, mi sembra che in questo particolare momento una notizia del genere potesse passare tranquillamente sotto silenzio.
Vantarsi dei propri ascolti, ottenuti tra l’altro grazie ad una tragedia di proporzioni enormi, nella gara infinita con le altre emittenti e le altre fonti di informazione è stata, senza dubbio, una caduta di stile del Tg1 e di altre testate che si sono comportate allo stesso modo. Non ultima il Resto del Carlino che ha dedicato un trafiletto del suo giornale al boom di contatti del giornale on line nelle ore del terremoto.
La polemica è stata ripresa anche da personalità della politica come Francesco Storace, leader de La Destra che nel suo blog ha scritto, riferito al Tg1: “Il lupo perde il pelo, ma non il vizio”. Storace ha poi aggiunto che “Una catastrofe che dovrebbe richiamare riservatezza e senso civico, una partecipazione del servizio pubblico, che dovrebbe garantire informazione e pluralità, in maniera sobria e contenuta, senza slanci edonistici, sinceramente inutili e obiettivamente vergognosi. Per più di un minuto, invece, il Tg1 ha elogiato il proprio lavoro, sottraendo tempo prezioso all’informazione, sfruttando in modo ignobile un dramma intriso di sangue e lacrime, tra anziani perplessi e famiglie distrutte”.