Crisi editoria, diminuisce la vendita di pubblicità sui giornali

Giornali 2Comincia con il segno negativo il 2009 per il mercato pubblicitario della stampa: a gennaio il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale ha registrato un andamento in flessione del 25% rispetto allo stesso mese del 2008.

E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Stampa Fcp, la Federazione delle Concessionarie di Pubblicità. Questo dato – fa notare la Fcp – è la conseguenza di andamenti diversi all’interno dei mezzi stampa rilevati. I Quotidiani in generale hanno registrato una diminuzione di fatturato del -25% e una diminuzione degli spazi del -15%.

La tipologia “Pubblicità commerciale nazionale” ha registrato un -32% rispetto al fatturato ed un -17% rispetto allo spazio. La tipologia “Di servizio” ha visto un -26% a fatturato e un -18% a spazio. La tipologia “Rubricata” ha segnato un calo del -12 % a fatturato e del -14% a spazio.

Per quanto riguarda la pubblicità Commerciale locale ha ottenuto un -19% a fatturato ed un -14% a spazio. I Quotidiani a pagamento – rileva ancora Fcp – hanno registrato un andamento uguale a quello dei quotidiani in generale. I quotidiani Free Press hanno segnato andamenti in calo a fatturato (-28%) e a spazio (-18%).

Per quello che riguarda i Periodici in generale hanno registrato un fatturato in diminuzione rispetto allo stesso mese del 2008 (-26%) ed un calo degli spazi (-19%). I Settimanali hanno ottenuto variazioni negative sia a fatturato (-32%) sia a spazio (-22%). Per i Mensili si registra una diminuzione di fatturato del -22% e un calo degli spazi -17%. Le Altre Periodicità hanno riportato una flessione sia del fatturato (-13%) che dello spazio (-15%).

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2 Responses to “Crisi editoria, diminuisce la vendita di pubblicità sui giornali”

  1. 1
    Possono i blog far vendere più vino dei giornali? | Dissapore Says:

    [...] Affronto dopo affronto, continuando così le cose, il primo modello economico a portata dei giornali sarà l’estorsione. Ma il nuovo sberleffo di internet è roba da caduta degli dei. Presente Robert Parker, il critico dal cui giudizio dipende la fortuna americana di ogni casa vinicola del mondo? Qualcuno ha calcolato che anni fa, il suo voto (alto: 93 centesimi) fruttò a un certo produttore 14 ordini in due settimane. E se qualcuno ne facesse arrivare 400 in 24 ore? C’è riuscito Gary Waynerchuck, antesignano tra i videoblogger del vino, e brillante venditore. Anche di se stesso, visto l’assegno multi-milionario appena scucito al tycoon Rupert Murdoch per una serie di 10 libri. Ma il punto è un altro, anzi, sono due: negli Stati Uniti internet vende più vino dei giornali e il voto di Robert Parker vale meno di quello di un blogger. Capiterà anche in Italia? Daniele Cernilli, direttore del Gambero Rosso vs ehm… meglio non fare nomi. Credo sia ancora presto ma sarei curioso di sapere, nel caso qualcuno lì fuori abbia qualche dato, quanti ordini può fruttare il voto (alto) di un blogger del vino. [...]

  2. 2
    lucavb Says:

    Penso sia un periodo di confusione ma il giornale resta giornale. Internet, tv, radio, pay tv e lo stesso giornale si dividono il mercato.

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