Ddl intercettazioni, si mobilita l’Fnsi
Leggi tutti gli articoli di Andrea Tirone
La Federazione nazionale stampa italiana, il sindacato dei giornalisti, si mobilità contro il disegno di legge sulle intercettazioni, che prende il nome dell’attuale ministro della Giustizia Alfano.
“In relazione anche alle inaccettabili e pesanti modifiche avvenute in Commissione Giustizia della Camera del ddl Alfano sulle intercettazioni che mettono la pietra tombale sulle notizie di cronaca giudiziaria”, si legge in un comunicato, “l’Fnsi ha deciso di organizzare, per martedi’ 24 febbraio dalle 10,30 presso la sua sede (Corso Vittorio Emanuele II, 349, Roma) un’iniziativa, aperta alla società civile, forte e decisa assieme all’Ordine dei giornalisti, all’Unione cronisti italiani e con la partecipazione della Fieg”.
Motivo della mobilitazione del sindacato, gli ultimi emendamendamenti al disegno di legge sulle intercettazioni proposti dalla maggioranza che hanno fatto molto discutere e che prevedono da uno a tre anni di carcere per giornalisti che pubblicano intercettazioni di cui sia stata disposta la distruzione (emendamento proposto da Deborah Bergamini di Forza Italia), e l’emendamento che limita ai “gravi indizi di colpevolezza”, la possibilità di effettuare intercettazioni.
La notizia della protesta del sindacato arriva dopo una serie di altre bocciature al disegno di legge: nei giorni scorsi, infatti anche la Federazione degli editori (Fieg) aveva denunciato gli emendamenti “bavaglio” alla libertà di informazione e aveva sottoscritto con il sindacato dei giornalisti un comunicato congiunto che suonava come un appello al Capo dello Stato, al Parlamento e al Paese perchè fosse rivisto profondamente il testo del ddl Alfano.
Prima era arrivata la bocciatura senza appello del Consiglio Superiore della magistratura (Csm) attraverso una dichiarazione del suo vicepresidente Nicola Mancino.
L’ultimo NO agli emendamenti dello scandalo, parere peraltro non vincolante così come quello del Csm, è arrivato ieri dalla Commissione Cultura della Camare che, per bocca della relatrice del ddl, Giulia Bongiorno, ha espresso perplessità su carcere ai giornalisti e indizi di colpevolezza per autorizzare le intercettazioni.
All’iniziativa di protesta della Fnsi parteciperanno il presidente ed il direttore della Fieg, Carlo Malinconico ed Alessandro Brignone, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) Luca Palamara, il presidente dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro, il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, il ministro ombra della Giustizia Lanfranco Tenaglia, il giornalista Marco Travaglio.
Il testo del disegno di legge approderà alla Camera lunedì prossimo 23 febbraio.