Protesta dei fotogiornalisti, ministro Maroni senza foto

Fotoreporter in azione

in azione

Il ministro dell’Interno Roberto visita l’Assolombarda a Milano e nessuno fotografa l’evento. Deve essere sembrato strano al ministro, sempre attorniato dai flash dei fotografi, non essere stato immortalato in un appuntamento ufficiale.

La strana è stata organizzata dai fotogiornalisti italiani che lamentano i compensi sempre più bassi attribuiti alle loro fotografie dal mondo dell’editoria. Secondo gli organizzatori della , in Italia sono un centinaio i di professione, soprattutto free-lance, che vendono scatti ai giornali: in gran parte lavorano a Roma e Milano.

“I giornali locali pagano le foto anche un euro più Iva - spiegano i – il quotidiano nazionale che paga meglio riconosce 38 euro a scatto: con questi prezzi, ovviamente solo per il pubblicato, lavoriamo sotto costo”. Per questo chiedono, anche attraverso una lettera diffusa ai mezzi di informazione, che sulla questione intervenga l’ dei giornalisti e la Federazione nazionale della stampa italiana.

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Giornalisti, attenti allo “stalking a mezzo stampa”

Manuela Petescia

Manuela Petescia

Giornalisti ed editori devono far attenzione ad un nuovo possibile reato commesso con la penna. È lo “stalking a mezzo stampa”, una sorta di persecuzione attraverso una serrata e continua campagna mediatica. Il nuovo reato è stato ipotizzato da un avvocato molisano per difendere la sua assistita, la direttrice di Telemolise, Manuela Petescia.

La giornalista della seguitissima emittente locale, nonché moglie di Ulisse di Giacomo, senatore e coordinatore regionale del Pdl, ha chiamato in causa il quotidiano “Nuovo oggi Molise” citando un giornalista, il direttore, il condirettore e l’editore del giornale, Giuseppe Ciarrapico, anch’egli senatore Pdl ma molto più vicino a quella che un tempo era An.

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Par Condicio, Barbareschi va in onda sul web

Contro il regolamento restrittivo sulla arrivano le prime iniziative di “disubbidienza”. Dopo la manifestazione di via telulada dei presentatori Rai, colpiti dal provvedimento di sospensione dei talk show politici nel periodo di campagna elettorale, arriva la protesta di Luca Barbareschi.

L’attore, presentatore nonché vicepresidente della Commissione Trasporti e Comunicazione in parlamento, ha annunciato che stasera la settima puntata del suo programma “” andrà in onda in diretta sul web, sul sito di La7 (www.la7.tv).

“Ho deciso di dar forma così alla mia protesta contro il regolamento restrittivo sulla – ha detto il presentatore – e la conseguente decisione della Rai e delle altre televisioni di annullare i talk show, dall’Infedele a Porta a Porta, da Annozero alla trasmissione di Paragone”.

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Sky vuole anche il digitale terrestre

Sede di Sky

Sede di Sky

Sky potrebbe sbarcare sul digitale terrestre. Secondo indiscrezioni diffuse da MF – Milano Finanza, infatti, la Commissione europea si appresterebbe a dare a Sky il via libera per operare nel 2010 sulla piattaforma terrestre, che si aggiungerebbe a quella satellitare, su cui la tv di Murdoch è nata ed opera.

La notizia ha già messo in allarme i piani alti di Palazzo Chigi, la Rai e Mediaset, che sono pronti ad alzare le barricate. La conferma, indiretta, di una scelta così clamorosa giunge dal fatto che nei giorni scorsi gli uffici del commissario alla Concorrenza, Joaquin Almunia, hanno comunicato formalmente alle autorità italiane l’avvenuta notifica da parte di News Corp, società che controlla Sky, “di una formale richiesta di revisione degli impegni” assunti nel 2002 dal colosso guidato da Rupert Murdoch al momento in cui gli fu permesso di operare come monopolista sulla piattaforma satellitare.

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Rai, sit in dei conduttori contro lo stop ai talk show

Santoro e Vespa sul palco

Santoro e Vespa sul palco

I conduttori Rai in protesta davanti ai cancelli degli studi di via Teulada. C’erano anche Bruno Vespa, Michele Santoro e Giovanni Floris tra i manifestanti che ieri sera hanno protestato contro il provvedimento del Cda di viale Mazzini che ha deciso di sospendere i fino alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Diverse centinaia i presenti, tra cui diversi leader , tra cui il leader del Pd, Bersani.

A troneggiare sulla piazza un megaschermo con su scritto “riaccendiamo tutto”. I tre conduttori sono saliti sul palco insieme, nonostante tra Vespa e Santoro non scorra proprio buon sangue. “Non voglio essere un avatar della tv. Noi dobbiamo rispettare le regole ma anche i presentino le liste secondo le regole” ha detto ironico Michele Santoro, che spiega: “Questa sera c’è un pezzo di opinione pubblica che paga il canone e chiede i suoi diritti”.

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La rete insorge contro l’”assoluzione” di Mills del Tg1

Il direttore del Tg1 Minzolini

Il direttore del Tg1 Minzolini

Il popolo della rete si mobilita contro Augusto Minzolini e il Tg1. Sono già più di 15 mila le persone che in poche ore hanno sottoscritto l’appello indirizzato al presidente dell’Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca e a quello della Rai, Paolo Garimberti, per segnalare “una grave violazione della deontologia professionale” e per sollecitare provvedimenti.

Il riferimento è all’edizione delle 13.30 del 26 febbraio scorso del telegiornale diretto da Minzolini, in cui si è data la notizia della assoluzione dell’avvocato da parte della corte di Cassazione. , perché non è stato assolto dall’accusa di corruzione ma il suo reato è caduto in .

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Fondi editoria, Fnsi convoca riunione contro il taglio dei fondi a radiotv locali e giornali esteri

Il presidente Fnsi Natale

Il presidente Fnsi Natale

La Federazione nazionale della stampa italiana non ci sta. Non si rassegna ai tagli dei fondi per radio e televisioni locali e ai giornali italiani all’estero, e annuncia battaglia. Il ormai è legge, dopo che il Senato venerdì scorso ha approvato con una votazione lampo il testo passato alla camera due giorni prima.

Nessuna modifica, dunque, e finanziamenti ripristinati per il 2010 a giornali di cooperative, e di idee, ma anche tagli significativi per radiotv locali e testate italiane all’estero. Inutile il tentativo in extremis del Partito Democratico che, attraverso alcuni emendamenti, aveva provato a ripristinare le agevolazioni per le testate escluse dall’assegnazione dei fondi.

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Lite Travaglio Santoro, nessun addio

santoro_travaglioPace fatta tra Marco Travaglio e . Il giornalista torinese continuerà a collaborare con “Annozero” anche per le prossime puntate. Scongiurato il divorzio tra i due amici e colleghi, paventato dopo il diverbio avuto nel corso della puntata di giovedì scorso (18 febbraio), in seguito alle accuse personali rivolte dai giornalisti Nicola Porro e Maurizio Belpietro al collaboratore di Santoro.

Di fronte agli attacchi, di quelli che Travaglio ha definito i “trombettieri” asserviti a Berlusconi, il giornalista aveva risposto duramente ma era stato bloccato dal conduttore che non voleva togliere spazio all’argomento della puntata per questioni personali. Di fronte all’impossibilità di difendersi Travaglio aveva minacciato l’ della .

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Par Condicio, regolamento Rai esteso a reti private

agcomIl discusso regolamento sulla Par condicio, approvato dalla Commissione di vigilanza lo scorso 9 febbraio, varrà anche per le televisioni private. Lo ha stabilito la Commissione servizi e prodotti dell’Agcom che ha approvato a maggioranza il “regolamento in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relativo alle campagne per le elezioni regionali, provinciali e comunali previste per i giorni 28 e 29 marzo 2010”.

Il provvedimento, come da prassi, era ampiamente previsto, e metterà a rischio i delle reti private così come sta avvenendo per quelli di mamma , che non potranno, in prima serata, invitare in studio a meno che non siano rappresentate tutte le forze politiche, così come avviene nelle tribune politiche.

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Milleproroghe, sbloccati i fondi all’editoria

Camera_DeputatiTornano i fondi all’editoria per il 2010. La Camera dei deputati ha approvato l’emendamento al che sancisce il ripristino, solo per quest’anno, del “diritto soggettivo” ai contributi da parte delle testate. L’infinita querelle su questi emolumenti sembra così avere un lieto fine. Si salvano, almeno per quest’anno, i giornali di cooperative, di idee e di partito che con questi fondi possono accedere al credito bancario e assicurarsi la sopravvivenza.

Ora il provvedimento dovrà tornare in Senato in tempi brevissimi ed essere approvato entro il 28 febbraio, giorno in cui scadono i termini di conversione in legge del decreto. In attesa della sbandierata riorganizzazione del settore e dei criteri di assegnazione che, il sottosegretario Paolo Bonaiuti assicura arriverà entro l’autunno.

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